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Sentenza

Sentenza n. 608/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Rimini n. 321/2024.

Giustizia amministrativa202501792

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Rimini n. 321/2024, relativa al riconoscimento della carta del docente

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Rimini n. 321/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero anche ai fini del decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale è stata soddisfatta mediante il riconoscimento della carta del docente per gli importi reclamati nel giudizio civile. La ricorrente ha quindi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse e chiesto la declaratoria di improcedibilità. Il Ministero non si è costituito. In punto spese, il TAR ha rilevato che, secondo il criterio della soccombenza virtuale, sarebbe stata respinta la richiesta di penalità di mora, poiché la sentenza civile già prevedeva la corresponsione di interessi o rivalutazione fino alla concreta attribuzione del beneficio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la pretesa riconosciuta giudizialmente era stata soddisfatta durante il giudizio. Ha applicato la soccombenza virtuale e condannato il Ministero al pagamento di 600 euro di spese, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato. La condanna alle spese è stata giustificata considerando che sarebbe stata respinta la domanda di penalità di mora: la sentenza da ottemperare aveva già previsto interessi o rivalutazione, ritenuti misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. La sentenza è dichiarata eseguibile dall'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento dell'azione di ottemperanza e della valutazione della penalità di mora; nel caso concreto, la previsione di interessi o rivalutazione contenuta nella sentenza civile è stata ritenuta equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale fatta valere è stata integralmente soddisfatta.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    La sentenza civile posta in esecuzione prevedeva interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto all'accredito del beneficio fino alla concreta attribuzione, previsione considerata dal TAR nel giudizio sulla penalità di mora.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfazione della pretesa riconosciuta dal giudicato determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta soddisfazione della pretesa non impedisce la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale sarebbe stato l'esito delle domande ancora controverse.
  • La previsione, nel titolo giudiziale da eseguire, di interessi o rivalutazione fino all'effettiva attribuzione del beneficio può essere ritenuta misura equa e idonea a escludere la necessità di una distinta penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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