Sentenza del 27/12/2018 n. 33436 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore dichiarato nell'atto notarile del 27 settembre 2007, elevandolo da Euro 250.000,00 a Euro 1.016.600,00, con conseguente richiesta di maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale e sanzioni per complessivi Euro 62.592,88. La contribuente ha sostenuto, tra l'altro, che si fosse formato un giudicato esterno favorevole alla coobbligata solidale Cesan s.r.l., relativo al medesimo avviso di rettifica, con rideterminazione del valore degli immobili in circa Euro 469.759,88. Ha quindi chiesto di poter opporre tale giudicato anche nel proprio processo.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, riconoscendo che il condebitore solidale può opporre all'Amministrazione finanziaria il giudicato favorevole ottenuto da un altro coobbligato, purché non si sia già formato un giudicato diretto sfavorevole nei suoi confronti e il giudicato non sia fondato su ragioni personali. Poiché i ricorsi riguardavano il medesimo atto impositivo, la rideterminazione del valore produceva effetti anche nei confronti di E. s.r.l. La sentenza della CTR è stata cassata senza rinvio e la Corte ha deciso nel merito, rideterminando il valore degli immobili in Euro 469.759,58. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti e le spese di tutti i gradi di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 1306 c.c.
La sentenza, pronunciata tra il creditore ed uno dei debitori in solido non ha effetto contro gli altri debitori.
La regola generale limita gli effetti della sentenza alle parti del processo; tuttavia, il secondo comma consente al condebitore solidale estraneo al giudizio di opporre al creditore la sentenza favorevole ottenuta da un altro condebitore, salvo che essa sia fondata su ragioni personali.
Art. 360 c.p.c., n. 4
È stato richiamato quale disposizione processuale per dedurre in cassazione il vizio relativo all'efficacia del giudicato esterno.
Art. 384 c.p.c.
Ha consentito alla Corte di cassazione, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.
Art. 370 c.p.c., comma 1
È stato menzionato in relazione alla costituzione dell'Agenzia delle Entrate, effettuata al solo fine dell'eventuale partecipazione all'udienza di discussione.
Massime di principio
- In materia di obbligazioni solidali tributarie, il condebitore può beneficiare del giudicato favorevole ottenuto da un altro coobbligato sul medesimo atto impositivo, anche se il giudicato si forma durante il processo pendente.
- L'efficacia favorevole è esclusa se il condebitore interessato ha già subito un giudicato diretto sfavorevole oppure se la decisione favorevole dipende da una situazione esclusivamente personale del coobbligato vittorioso.
- Quando più ricorsi riguardano lo stesso atto impositivo, l'annullamento o la rettifica dell'atto può riflettersi su tutti i coobbligati ai quali l'atto è stato notificato, poiché l'atto impositivo è unico.
- Chi intende invocare il giudicato esterno deve produrre una copia autentica della decisione e dimostrarne il passaggio in giudicato, oltre a provare l'identità dell'atto e del rapporto tributario.
- Il giudicato favorevole deve essere fatto valere tempestivamente nel processo ancora pendente; non può essere utilizzato per superare un giudicato già formatosi direttamente a carico dello stesso contribuente.
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