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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11636/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava (1) la violazione di legge e nullità della sentenza per aver celebrato l'udienza d'appello in procedimento cartolare (art. 23 D.L. 149/2020 poi art. 23-bis L. 176/2020) senza la sua partecipazione, ritenendo illegittimo il rigetto dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento e lamentando la mancata indicazione nel decreto di citazione dell'obbligo di richiedere la trattazione orale; in subordine chiedeva la sollevazione di una questione di legittimità costituzionale dell'art. 23-bis in relazione all'art. 24, comma 2 Cost.; (2) vizio di motivazione circa la condanna per truffa aggravata, contestando presunzioni, automatismi e mancanza di prova dell'ingiusto profitto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla prima doglianza ha ritenuto correttamente applicabile la disciplina emergenziale (art. 23 e poi art. 23-bis) avendo rilevanza la data dell'udienza (5/2/2021) e non la data di emissione del decreto; la richiesta di trattazione orale doveva essere esplicita e tempestiva "a mezzo del difensore" e l'istanza di rinvio per legittimo impedimento non equivale a richiesta di partecipazione orale. La mancata avvertenza nel decreto non determina nullità, salvo i casi tassativi previsti dall'art. 601 c.p.p.; la questione di legittimità costituzionale è manifestamente infondata. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello congrua e coerente con l'istruttoria e ha escluso che la Cassazione possa sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione del fatto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 178 c.p.p.

    art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Richiama le norme sulle impugnazioni e sui motivi di ricorso; la Corte rileva che il motivo dedotto era in radice improcedibile rispetto alla disciplina emergenziale applicabile alla data dell'udienza.

  • art. 420 ter c.p.p.

    art. 420 ter cod. proc. pen.

    Norma sulla forma del ricorso per cassazione; utilizzata per inquadrare le doglianze procedurali del ricorrente e dichiararne l'inammissibilità

  • D.L. n. 149/2020, art. 23

    "per la decisione" la Corte d'appello "procede in camera di consiglio senza l'intervento del pubblico ministero e dei difensori" salvo richiesta di trattazione orale

    Disciplina emergenziale che permette la trattazione camerale non partecipata; la Corte osserva che la norma si applica in base alla data dell'udienza e richiede richiesta esplicita di discussione orale.

  • L. 176/2020, art. 23-bis

    art. 23 bis (riproduce la disciplina dell'art. 23 del D.L. 149/2020)

    Norma di conversione/integrazione che ha mantenuto la disciplina emergenziale per le udienze d'appello; interpretata come applicabile in base alla data dell'udienza e con termini perentori per chiedere la trattazione orale.

  • art. 601 c.p.p.

    art. 601, comma 3 e comma 6 c.p.p.

    Regole sulla vocatio in iudicium e sui requisiti del decreto di citazione: la nullità dell'atto è tassativa e sussiste solo per specifici difetti essenziali (es. identificazione certa dell'imputato o mancanza dell'indicazione del giorno, luogo e ora). L'assenza dell'avvertenza sulle modalità di comparizione non comporta nullità.

  • art. 429 c.p.p.

    art. 429, comma 1, lett. f) (indicazione del giorno, del luogo e dell'ora della comparizione)

    Requisiti del decreto di citazione richiamati per valutare eventuali nullità formali dell'atto.

  • art. 24 Cost.

    Richiamata nella prospettiva di una questione di legittimità costituzionale circa la tutela della difesa; la Corte ha ritenuto che la disciplina emergenziale non violi la ragionevolezza della tutela difensiva.

  • art. 23 L. 87/1953

    Richiamata per affermare che il giudizio può essere definito anche indipendentemente dalla risoluzione della questione sull'avvertenza nel decreto di citazione.

  • art. 606 c.p.p.

    art. 606, lett. e) c.p.p.

    Limiti di cognizione della Cassazione in tema di vizio di motivazione: il controllo è sull'iter argomentativo e non su una rivalutazione dei fatti di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento di una somma alla cassa delle ammende quando il ricorso si rivela manifestamente infondato o redatto con colpa; applicata per la sanzione di Euro 3.000.

Massime di principio

  • Per le norme processuali emergenziali (D.L. 149/2020 e art. 23-bis L. 176/2020) rileva la data dell'udienza per stabilire la disciplina applicabile, non la data di emissione degli atti precedenti.
  • La richiesta di trattazione orale o di partecipazione personale dell'imputato deve essere espressa, tempestiva e, ove previsto, presentata "a mezzo del difensore"; un'istanza di rinvio per legittimo impedimento non sostituisce tale richiesta.
  • La nullità del decreto di citazione è tassativa e limitata ai casi espressamente previsti dall'art. 601 c.p.p.; la mancata avvertenza sulle modalità di celebrazione dell'udienza, di per sé, non determina nullità salvo i vizi essenziali indicati dalla legge.
  • La Corte di Cassazione controlla la correttezza dell'iter argomentativo dei giudici di merito e non può sostituirsi a essi nella valutazione della prova; ragioni di merito diverse richiedono impugnazioni sui profili di fatto nei gradi competenti.
  • Le questioni di legittimità costituzionale relative a misure processuali emergenziali richiedono una concreta dimostrazione di irragionevolezza o di compressione ingiustificata dei diritti della difesa per risultare fondate.
  • Se il ricorso è manifestamente infondato o contiene profili di colpa, la parte ricorrente può essere condannata alle spese e a una somma alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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