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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28875/2026 del 29/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un soggetto sottoposto ad affidamento in prova ai servizi sociali che il Tribunale di sorveglianza ha revocato per ritenuta incompatibilità della sua condotta con la prosecuzione della misura. Il giudice di merito ha valorizzato, da un lato, una denuncia per guida senza patente del 5 aprile 2023; dall'altro, un successivo arresto del 19 febbraio 2025 per trasporto di circa 220 grammi lordi di cocaina. In sede rescindente la Cassazione aveva già annullato una precedente ordinanza limitatamente alla decorrenza della revoca, imponendo una valutazione complessiva della condotta durante tutto il periodo di prova. In sede di rinvio, il Tribunale ha nuovamente disposto la revoca, facendola decorrere dalla prima violazione del 2023. Il ricorso per cassazione ha denunciato violazione degli artt. 627 c.p.p. e 47 ord. pen., oltre a vizi di motivazione ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., sostenendo che il Tribunale avesse solo formalmente recepito il dictum rescindente ma, in concreto, avesse ancora adottato una lettura frammentaria e apodittica, valorizzando episodi isolati senza una reale considerazione del lungo periodo di osservanza delle prescrizioni, delle relazioni favorevoli dell'U.E.P.E. e della necessaria proporzionalità/gradualità nella retrodatazione della revoca.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha richiamato il principio per cui, ai sensi dell'art. 47, comma 11, ord. pen., la revoca dell'affidamento in prova va motivata considerando non solo la gravità del fatto che la determina, ma anche la condotta complessivamente tenuta durante l'intero periodo di prova e l'incidenza delle prescrizioni. Nel caso concreto ha giudicato adeguata la motivazione del Tribunale di sorveglianza, che aveva colmato la lacuna rilevata nella precedente pronuncia rescindente: la guida senza patente, letta nel contesto della misura di prevenzione della sorveglianza speciale e della mancata emersione di tale episodio con gli operatori sociali, la prolungata inattività lavorativa, la mancanza di richieste di aiuto economico nonostante le asserite difficoltà, e il successivo arresto per stupefacenti sono stati ritenuti elementi logicamente sintomatici del fallimento del percorso rieducativo. La Cassazione ha quindi confermato la revoca dell'affidamento e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 11, ord. pen.

    l'affidamento è revocato qualora il comportamento del soggetto, contrario alla legge o alle prescrizioni dettate, appaia incompatibile con la prosecuzione della prova

    La revoca dell'affidamento in prova presuppone un comportamento incompatibile con la prosecuzione della prova; la decorrenza della revoca va motivata alla luce della complessiva condotta tenuta durante il periodo di affidamento e della concreta incidenza delle prescrizioni.

  • art. 627 c.p.p.

    Nel giudizio di rinvio il giudice deve attenersi ai principi enunciati dalla pronuncia rescindente, riesaminando il punto annullato nei limiti tracciati dalla Cassazione.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    È stato dedotto vizio di violazione di legge in relazione alla disciplina della revoca dell'affidamento in prova.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    È stato dedotto vizio di motivazione per mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    È richiamato per la sintesi del motivo di ricorso nei limiti strettamente necessari.

Massime di principio

  • In materia di revoca dell'affidamento in prova ai servizi sociali, il giudice deve apprezzare l'episodio che la determina nel contesto complessivo del percorso trattamentale, e non in modo isolato o atomistico.
  • La decorrenza della revoca non può essere fissata in modo meramente automatico: richiede una motivazione che valorizzi sia la gravità della violazione sia l'andamento dell'intero periodo di prova, con valutazione della concreta incidenza delle prescrizioni.
  • Una violazione anche formalmente eterogenea rispetto al reato più grave successivamente accertato può assumere rilievo sintomatico se, letta unitamente agli altri dati del percorso esecutivo, rivela l'assenza di reale partecipazione al progetto rieducativo.
  • La mancata comunicazione agli operatori dell'esecuzione penale di circostanze rilevanti e la mancata collaborazione con l'ufficio di esecuzione possono essere valorizzate come indici di rottura del rapporto fiduciario e di incompatibilità con la prosecuzione della prova.
  • Nel giudizio di rinvio, la motivazione è congrua quando il giudice si conforma al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e colma la precedente lacuna con un esame unitario e non contraddittorio dei dati fattuali.
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