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Sentenza

Sentenza n. 2408/2026 - Napoli, Sezione 6

Per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento formatosi sulla conclusione del procedimento amministrativo della domanda di primo ingresso e contestuale sottoscrizione del contratto di soggiorno tra le parti.

Giustizia amministrativa202507286

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla conclusione del procedimento relativo alla domanda di primo ingresso e alla contestuale sottoscrizione del contratto di soggiorno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio-inadempimento formatosi sulla conclusione del procedimento amministrativo relativo alla domanda di primo ingresso e alla contestuale sottoscrizione del contratto di soggiorno. In prossimità dell'udienza di trattazione è emerso che il Ministero dell'Interno aveva adottato, il 12 febbraio 2026, un provvedimento di revoca del nulla osta. Tale sopravvenienza ha spostato l'interesse del ricorrente sulla revoca del nulla osta, rendendo non più attuale la domanda originariamente proposta contro il silenzio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., ritenendo che l'adozione del provvedimento di revoca del nulla osta avesse fatto venire meno l'interesse alla decisione sulla domanda contro il silenzio. Le spese di lite sono state compensate. Il ricorrente è stato definitivamente ammesso al patrocinio a spese dello Stato ed è stato liquidato in favore del suo difensore il compenso complessivo di € 1.000,00, comprensivo di spese generali e accessori di legge, applicando la riduzione ordinaria del 50% prevista dall'art. 130 del d.P.R. 115/2002 e considerando la limitata difficoltà della controversia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenienze, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto, l'adozione della revoca del nulla osta ha reso non più attuale la domanda contro il silenzio-inadempimento.

  • art. 4, comma 1, D.M. n. 55/2014

    ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle caratteristiche, dell'urgenza e del pregio dell'attività prestata, dell'importanza, della natura, della difficoltà e del valore dell'affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate

    Individua i criteri per la liquidazione del compenso professionale, applicati dal giudice considerando la limitata difficoltà della controversia.

  • art. 130 d.P.R. 115/2002

    Impone la riduzione ordinaria del 50% dei compensi spettanti per il patrocinio a spese dello Stato, applicata nella liquidazione del compenso.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio contro il silenzio-inadempimento, l'amministrazione adotta un provvedimento espresso incompatibile con la permanenza dell'interesse alla decisione sulla domanda originaria, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • L'adozione di un provvedimento espresso sopravvenuto non determina automaticamente la decisione nel merito della legittimità di tale provvedimento, se quest'ultimo non costituisce l'oggetto della domanda introduttiva e l'interesse del ricorrente si è trasferito sulla sua impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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