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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41332/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo che l'aveva ritenuta responsabile dei delitti di resistenza, oltraggio e lesioni personali aggravate dalla recidiva specifica e infraquinquennale. Nel ricorso per cassazione contestava, in sostanza, l'accertamento della responsabilità, proponendo una lettura alternativa delle prove e deducendo l'asserito travisamento delle emergenze processuali; inoltre censurava il mancato riconoscimento di una causa di non punibilità, la valutazione della recidiva, la determinazione del trattamento sanzionatorio e il diniego della circostanza attenuante di cui all'art. 61 n. 4 c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto le censure sulla responsabilità finalizzate a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio, estranea al sindacato di legittimità e non supportata dall'individuazione di specifici travisamenti, osservando che la sentenza d'appello aveva motivato in modo puntuale sull'identificazione dell'imputata e sulla condotta aggressiva e oltraggiosa tenuta nei confronti degli agenti di polizia giudiziaria durante le operazioni di identificazione. Ha inoltre reputato inammissibili anche le doglianze residue, perché la Corte territoriale aveva logicamente escluso la causa di non punibilità, aveva congruamente motivato sulla pena, sulla contestazione della recidiva e sul diniego dell'attenuante di cui all'art. 61 n. 4 c.p., senza che la difesa si confrontasse effettivamente con tali argomentazioni. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso seguono la condanna al pagamento delle spese processuali e, quando ne ricorrano i presupposti, alla somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 61 n. 4 c.p.

    La Corte richiama il diniego dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, ritenendo immune da vizi la motivazione della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentito ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio mediante la mera contrapposizione di una lettura alternativa dei fatti.
  • Le censure di travisamento della prova devono individuare specificamente l'errore percettivo o valutativo e confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata; una critica generica o riproduttiva di doglianze già disattese è inammissibile.
  • Quando il giudice di merito dia conto in modo логico e puntuale dell'identificazione dell'imputato, della condotta contestata e delle ragioni del trattamento sanzionatorio, la motivazione resiste al sindacato di legittimità se il ricorso non evidenzia reali illogicità o violazioni di legge.
  • Anche le doglianze su recidiva, attenuanti e causa di non punibilità sono inammissibili se non si confrontano con le specifiche argomentazioni poste a base della decisione impugnata.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta l'applicazione delle conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeLesioni
RamiProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiRecidivaParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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