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Sentenza

Sentenza n. 3450/2026 - Napoli, Sezione 6

per l’esecuzione l’esecuzione della sentenza n. 3933/2024 del 27 maggio 2024 del Tribunale di Napoli.

Giustizia amministrativa202506905

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 3933/2024 del Tribunale di Napoli, recante la condanna del Ministero al pagamento di 2.000 euro mediante emissione di buono elettronico della carta del docente, oltre alle spese di giudizio

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (beneficiario del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza assumendo il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Napoli e denunciandone la mancata esecuzione da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Ha chiesto che fosse ordinato all'amministrazione di dare esecuzione alla pronuncia entro un termine, con nomina, in caso di ulteriore inerzia, di un commissario ad acta e con applicazione della penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. In corso di giudizio il ricorrente ha depositato una rinuncia non notificata alla domanda relativa alla penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha ritenuto improcedibile la domanda di penalità di mora, valorizzando la sopravvenuta carenza di interesse manifestata dal ricorrente mediante la rinuncia, sebbene non rituale. Ha invece accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che il Ministero, pur costituito, non aveva fornito elementi ostativi all'esecuzione. Ha ordinato al Ministero di eseguire la sentenza del Tribunale di Napoli entro sessanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione, assegnando al commissario un ulteriore termine di sessanta giorni decorrente dalla comunicazione della scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 1.200 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base per la richiesta di penalità di mora nel giudizio di ottemperanza; la relativa domanda è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6

    È richiamata per individuare il responsabile della struttura ministeriale nominato commissario ad acta, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non fornisce elementi ostativi all'esecuzione di un giudicato, il giudice può ordinare l'adempimento entro un termine determinato e predisporre la nomina di un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia.
  • La sopravvenuta rinuncia, anche se non rituale, a una domanda accessoria può essere apprezzata come manifestazione di sopravvenuta carenza di interesse e determinare l'improcedibilità di quella domanda.
  • In caso di persistente inerzia dell'amministrazione, il commissario ad acta può essere individuato nel responsabile della struttura amministrativa competente, con facoltà di delega nei limiti indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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