Sentenza n. 1152/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Forlì n. 156/2024, depositata e resa pubblica il 09.07.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 156/2024, con particolare riferimento al pagamento delle spese legali
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiario voucher)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 156/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni. In corso di giudizio il Ministero ha documentato l'accreditamento, in data 11 dicembre 2025, dei voucher riconosciuti sulla carta elettronica del ricorrente; tale adempimento non è stato contestato. È rimasta invece priva di riscontro l'avvenuta corresponsione delle spese legali liquidate dal giudice ordinario. Il ricorrente ha inoltre chiesto una penalità di mora.
La decisione
Il TAR ha accolto parzialmente il ricorso, limitatamente all'esecuzione della statuizione relativa alle spese legali liquidate dal giudice ordinario, non risultando provato il relativo pagamento. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alla sentenza passata in giudicato, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, poiché la parte capitale della sentenza era stata eseguita prima della proposizione del ricorso. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario delegato, con termine di novanta giorni per gli adempimenti sostitutivi. Le spese del giudizio sono state compensate per soccombenza reciproca.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento e nominare, in caso di ulteriore inerzia, un commissario ad acta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza passata in giudicato, l'avvenuta esecuzione della parte principale della decisione non esclude l'interesse alla tutela quando restino ineseguite autonome statuizioni, come quelle relative alle spese legali.
- Il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di eseguire le statuizioni ancora ineseguite entro un termine determinato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
- La penalità di mora non va riconosciuta quando, prima della proposizione del ricorso per ottemperanza, sia stata già eseguita la parte capitale della sentenza e residui soltanto un adempimento non assistito, nel caso concreto, da tale misura coercitiva.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza della parte in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione.
Come è indicizzato
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