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Sentenza

Sentenza del 16/12/2021 n. 1517 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di rettifica dell'accertamento doganale relativo all'importazione di lamiere e nastri di leghe di alluminio dal Venezuela; la Dogana aveva negato il regime preferenziale sostenendo l'incongruenza dei timbri apposti sui certificati preferenziali Form A e aveva richiesto il pagamento di maggiori dazi per Euro 40.345,00. In giudizio le società produssero nuovi certificati Form A emessi retroattivamente dal Ministero venezuelano (22.09.2009) ai sensi dell'art.85 del Reg. CEE 2454/1993, che secondo i ricorrenti provavano l'origine venezuelana e il diritto al trattamento preferenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello principale proposto dall'Agenzia delle Dogane e accolto il ricorso delle società ritenendo pienamente ammissibili i certificati Form A emessi a posteriori e prodotti in giudizio. Ha dichiarato inammissibile l'appello incidentale dei contribuenti e ha disposto la compensazione integrale delle spese per ogni grado di giudizio. In sintesi, è stato riconosciuto il diritto delle società al trattamento doganale preferenziale sulla base dei Form A retroattivi e l'atto della Dogana è stato respinto.

Norme richiamate

  • Regolamento CEE n. 2454/1993 (Disposizioni di applicazione del Codice doganale comunitario)

    Consente l'emissione di certificati rilasciati a posteriori quando quello originariamente presentato non è stato accettato per motivi tecnici; la Corte ha interpretato che la diversità del timbro rientra tra i motivi tecnici che giustificano il rilascio di un certificato sostitutivo retroattivo.

  • Regolamento CEE (riferimenti generali)

    Art.220 (buona fede): la Corte richiama la giurisprudenza sul tema della buona fede, ma individua che la presentazione successiva di un certificato valido può consentire l'applicazione del regime preferenziale; gli artt. 81 e ss. attengono alle procedure di controllo ma la valutazione concreta ha ritenuto irrilevante l'eccezione sollevata dalla Dogana nel caso di specie.

  • Codice Doganale Comunitario / normativa nazionale di recepimento

    art. 95 (procedura di controllo e richiesta di spiegazioni all'autorità esportatrice)

    Norma che disciplina i controlli a posteriori e la procedura di richiesta di verifiche all'autorità dello Stato esportatore; nel caso le dogane nazionali non possono ritenere automaticamente esclusa la possibilità del certificato sostitutivo quando sussistono ragioni tecniche.

  • Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente)

    Richiede l'indicazione del responsabile del procedimento; la parte ha sollevato nullità per mancata indicazione ma non è stato ritenuto decisivo ai fini del merito della questione sull'ammissibilità dei certificati retroattivi.

  • Norme processuali

    disp. att. c.p.c. art.125 n.2

    Sull'atto di riassunzione: non è necessario conferire nuova procura al difensore già costituito nel giudizio precedente poiché il giudizio di rinvio è prosecuzione del precedente.

  • Giurisprudenza comunitaria e sentenze richiamate

    Corte di Giustizia C-349/07 (sentenza SOPROPE) e pronunce della Cassazione nn. 24249/2019, 24250/2019, 11627/2019

    Richiami giurisprudenziali che hanno precisato il quadro: la Corte di Cassazione, anche alla luce della giurisprudenza comunitaria, ha riconosciuto che la possibilità di certificati sostitutivi ex post è ammessa quando il rifiuto originario è dovuto a ragioni tecniche (es. diversità di timbro) comunicate ufficialmente dallo Stato esportatore.

Massime di principio

  • Un certificato di origine emesso 'a posteriori' (retroattivo) può essere ammesso per ottenere il trattamento preferenziale quando il certificato originario è stato rifiutato dalle autorità doganali per motivi tecnici, tra i quali rientra la diversità del timbro rispetto allo specimen ufficiale comunicato dallo Stato esportatore.
  • La discrepanza del timbro non implica automaticamente che il certificato sia falso: occorre valutare l'autenticità e la comunicazione ufficiale dello Stato esportatore; se il paese d'origine emette un Form A sostitutivo con effetto retroattivo, tale documento può validare l'origine e il regime preferenziale.
  • L'onere di allegare la documentazione alla dichiarazione doganale resta a carico dell'importatore, ma non gli si può imporre l'obbligo di verificare autonomamente online gli specimen degli altri Stati quando tale accesso è riservato alle autorità doganali.
  • La buona fede dell'importatore è valutata alla luce delle circostanze del caso; se emerge un certificato retroattivo autentico rilasciato dall'autorità esportatrice, l'importatore può beneficiare del trattamento preferenziale anche se il certificato originario era stato contestato.
  • Le dogane devono motivare adeguatamente i propri atti e, quando sollevano dubbi sulla regolarità dei certificati, seguire le procedure di controllo previste; tuttavia l'esistenza di precedenti amministrativi o note non può sostituire la valutazione concreta dell'autenticità dei documenti prodotti in giudizio.
  • Proceduralmente, chi riassume il giudizio davanti al giudice di rinvio non è obbligato a conferire nuova procura al difensore già costituito; inoltre l'appello incidentale è inammissibile se chi lo propone non ha interesse oggettivo (p. es. se ha vinto totalmente in primo grado).

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