Ordinanza n. 361/2026 - Palermo, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione di opere abusive e atti presupposti, inclusi il diniego della domanda di condono edilizio e la comunicazione dei motivi ostativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale di demolizione adottata ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, relativa a opere abusive oggetto di una domanda di condono edilizio, nonché il precedente diniego della domanda di condono, la segnalazione qualificata d’abuso e la comunicazione dei motivi ostativi. Hanno chiesto la sospensione cautelare degli atti, prospettando, per quanto emerge dall’ordinanza, questioni collegate all’applicabilità del silenzio-assenso alla domanda di condono, alla partecipazione procedimentale e alla tutela dell’affidamento nella conservazione dell’immobile.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per mancanza di una favorevole prognosi di accoglimento. Ha ritenuto che il silenzio-assenso non si applichi al cosiddetto secondo condono, richiamando la giurisprudenza del Tribunale e la sentenza della Corte costituzionale n. 72 del 23 maggio 2025. Quanto all’ordinanza di demolizione, il Collegio ha rilevato che si tratta di un provvedimento vincolato, rispetto al quale non è necessario garantire la partecipazione del privato al procedimento. Ha inoltre escluso la configurabilità di un legittimo affidamento sul mantenimento di un immobile privo di titolo edilizio. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L’ordinanza di demolizione dell’abuso edilizio è qualificata come provvedimento vincolato; per la sua adozione non è necessaria la partecipazione procedimentale del privato.
art. 55 c.p.a.
È la disposizione processuale richiamata per la trattazione e decisione della domanda cautelare.
Massime di principio
- Il silenzio-assenso non si applica alla domanda relativa al cosiddetto secondo condono edilizio.
- L’ingiunzione di demolizione di opere abusive costituisce un provvedimento vincolato e, per la sua adozione, non è necessario garantire la partecipazione del privato al procedimento.
- Non è configurabile un legittimo affidamento del privato sul mantenimento di un immobile privo di titolo edilizio.
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