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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48289/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva la revisione della sentenza irrevocabile del Tribunale di Pescara (21/5/2019, irrevocabile 6/7/2019) che l'aveva condannata per appropriazione indebita. Il motivo della istanza di revisione era costituito da una nuova fonte dichiarativa (novum) che, secondo la ricorrente, non era stata assunta nel primo giudizio e avrebbe inciso sulla configurabilità del fatto appropriativo, potendo quindi determinare la revisione della condanna. La Corte di appello di Campobasso ha dichiarato inammissibile la richiesta ritenendo il novum privo di decisività e carente dei requisiti processuali (mancata deducibilità nel merito degli argomenti storici e logici solo ora prospettati). In Cassazione la ricorrente ha censurato la presunta insufficiente ampiezza del vaglio preliminare e i vizi di motivazione dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il ricorrente non aveva allegato il verbale delle dichiarazioni rese dalla nuova fonte dichiarativa né altri documenti, determinando la manifesta inammissibilità per difetto di specificità e autosufficienza. Ha confermato che, ai sensi dell'art. 634 c.p.p., la Corte di appello può dichiarare l'inammissibilità anche quando la domanda risulti manifestamente infondata e che il giudizio di ammissibilità comprende la valutazione del rapporto tra il novum e il vigore del giudicato; la Corte di merito aveva correttamente ritenuto il novum inidoneo a scardinare la decisione. Ha altresì affermato che la valutazione sull'efficacia euristica della prova nuova è sottratta al sindacato di legittimità quando fondata su motivazione adeguata. Conseguentemente la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 634 cod. proc. pen.

    L'art. 634 autorizza la Corte di appello a dichiarare l'inammissibilità della domanda di revisione anche quando sia manifesta la sua infondatezza. Il controllo di ammissibilità include una valutazione della rilevanza del novum rispetto al vigore del giudicato e della sua potenzialità di produrre un ribaltamento della decisione irrevocabile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    L'art. 616 disciplina la condanna alle spese e prevede la possibilità di infliggere sanzioni pecuniarie (qui applicata con il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende) quando il ricorso risulti infondato o il proponente sia in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Per chiedere la revisione occorre allegare e depositare la documentazione che comprovi il novum (es. verbale delle dichiarazioni); la mancanza di tali allegati determina spesso l'inammissibilità per difetto di specificità/autosufficienza.
  • Il novum non deve essere soltanto nuovo, ma anche decisivo: deve avere una potenzialità concreta di scardinare il giudicato; la Corte di merito valuta il rapporto tra novum e vigore del giudicato e può dichiarare inammissibile la domanda se il nuovo elemento appare inidoneo a determinare un ribaltamento.
  • La valutazione sull'efficacia euristica della prova nuova è in gran parte discrezionale e sottratta al controllo della Cassazione quando la motivazione della Corte d'appello sia adeguata e priva di vizi logici.
  • Per aumentare le probabilità di ammissione della revisione, il ricorrente deve dimostrare perché la prova non poteva essere prodotta nel precedente giudizio e dettagliare l'incidenza concreta della nuova prova sulla ricostruzione dei fatti.
  • Se il ricorso risulta manifestamente infondato o il proponente è in colpa nella presentazione, si rischiano condanne alle spese e sanzioni alla Cassa delle ammende; in sede di istanza preliminare bisogna dunque evitare argomentazioni vaghe o meramente assertive.

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