Sentenza n. 122/2026 - Bologna, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena n. 158/2024, pubblicata il 15.10.2024 e notificata il 28.10.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione spontanea della sentenza del Tribunale di Modena che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per tre annualità
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditore)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena n. 158/2024, passata in giudicato e notificata al domicilio reale dell’Amministrazione. La sentenza aveva riconosciuto il diritto del docente a percepire la Carta del docente per tre annualità, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell’art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994, dalla data in cui il beneficio avrebbe dovuto essere accreditato per ciascun anno sino alla concreta attribuzione. Il Ministero, ritualmente evocato, non si è costituito. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni per l’esecuzione spontanea, il ricorrente ha agito in ottemperanza. Nel corso del giudizio, il difensore ha documentato l’intervenuto pagamento del bonus per gli anni indicati nel ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento intervenuto dopo la proposizione del ricorso avesse integralmente e puntualmente soddisfatto la pretesa sostanziale azionata. La decisione è stata adottata ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., anche in considerazione del riconoscimento della sopravvenienza da parte dello stesso ricorrente. Il Ministero è stato condannato, secondo la regola della soccombenza virtuale, a rifondere al ricorrente le spese del giudizio, liquidate in euro 1.500, oltre spese generali e oneri accessori, nonché a restituire il contributo unificato, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza proposta per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale del ricorrente risulta pienamente soddisfatta.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
È richiamato dalla sentenza ottemperanda quale base per il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla data in cui il beneficio avrebbe dovuto essere accreditato sino alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- La sopravvenuta esecuzione integrale dell’obbligo stabilito da una sentenza passata in giudicato, intervenuta dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, determina la cessazione della materia del contendere quando la pretesa sostanziale azionata sia stata pienamente e puntualmente soddisfatta.
- In caso di cessazione della materia del contendere per adempimento sopravvenuto dell’amministrazione, le spese del giudizio possono essere poste a carico dell’amministrazione secondo la regola della soccombenza, poiché l’adempimento successivo alla proposizione del ricorso rende necessario il giudizio promosso dal privato.
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