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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13464/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Trento contestando l'individuazione del dies a quo per il computo della prescrizione relativamente al reato di cui all'art. 353-bis c.p. (turbata libertà del procedimento di scelta del contraente). Sosteneva che la consumazione del reato si identifica nel momento della presentazione delle offerte e che l'offerta della società collegata al Fon era stata inviata il 7 ottobre 2014 (documentalmente provato) e protocollata il 10 novembre 2014; pertanto la Corte avrebbe dovuto prendere a riferimento la data anteriore (7/10/2014) e non la data considerata in appello, con conseguente maturazione della prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, se il reato di turbata libertà degli incanti è realizzato mediante collusione, la consumazione si verifica al momento in cui viene presentata l'ultima delle offerte illecitamente concordate, perciò il dies a quo deve essere individuato con riferimento anche alle offerte ulteriori frutto della collusione e non alla sola offerta del Fon. Il ricorso è stato ritenuto aspecifico perché non indicava le date di invio delle altre offerte colluse; inoltre la Corte d'appello ha logicamente ritenuto rilevante la data di protocollo come momento di effettiva conoscenza dell'offerta da parte dell'ente. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 353-bis cod. pen.

    Il reato di turbata libertà degli incanti, nella forma realizzata mediante collusione, si consuma con la presentazione dell'ultima delle offerte illecitamente concordate; l'atto successivo di aggiudicazione è un "post factum" irrilevante ai fini della consumazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 e art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    Norme richiamate per il trattamento del procedimento in forma cartolare (decisone della causa senza udienza di discussione).

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 19298 del 16/2/2021 (Grianti, Rv. 281161)

    Precedente interpretativo che stabilisce la regola secondo cui la consumazione del reato di turbata libertà degli incanti per collusione coincide con la presentazione dell'ultima offerta collusa, escludendo rilievo all'atto di aggiudicazione.

Massime di principio

  • In ipotesi di turbata libertà degli incanti realizzata mediante collusione, il dies a quo per la prescrizione è il momento di presentazione dell'ultima delle offerte illecitamente concordate, non la singola offerta del singolo concorrente.
  • Se il ricorrente invoca una data anteriore per la presentazione della propria offerta, deve indicare e documentare anche le date delle altre offerte colluse; una censura generica e aspecifica rispetto alle altre offerte è insufficiente.
  • La data di protocollazione da parte dell'ente può essere rilevante quale momento di effettiva conoscenza dell'offerta e quindi utile per il computo dei termini, ove la Corte ritenga che la mera ricezione non coincida con la presa formale in carico da parte dell'ente.
  • L'atto amministrativo successivo (es. aggiudicazione) è in genere irrilevante ai fini della consumazione del reato di turbata libertà degli incanti quando la collusione si concretizza già con la presentazione delle offerte.
  • In sede di impugnazione, le eccezioni sul decorso della prescrizione richiedono argomentazione specifica e prova delle date rilevanti; l'omissione di dati essenziali può comportare l'inammissibilità del ricorso.

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