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Sentenza

Sentenza n. 699/2026 - Ancona, Sezione 2

per l’ottemperanza al giudicato della Sentenza n. 199/2025, RG 635/2024 resa dal Tribunale di Ascoli Piceno in funzione di Giudice del Lavoro in data 10/10/2025 e notificata in data 05/22/2025;

Giustizia amministrativa202600303

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno, giudice del lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio della carta del docente e condannato il Ministero al pagamento delle somme dovute

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice da giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno, passata in giudicato e regolarmente notificata all'Amministrazione, deducendo il mancato pagamento delle somme liquidate in suo favore per gli anni scolastici riconosciuti dal giudicato, oltre alle spese di lite. Il Ministero si è costituito con memoria meramente formale e non ha contestato né l'inadempimento né la spettanza e l'azionabilità della pretesa. Il ricorso è stato proposto dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notifica della sentenza, previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso procedibile, ritenendo decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica del giudicato all'Amministrazione. Nel merito, ha accertato l'inottemperanza, rilevando che il titolo giudiziale non era stato eseguito e che il Ministero non aveva opposto ragioni contrarie alla pretesa. Ha quindi ordinato all'Amministrazione di dare integrale esecuzione alla sentenza, salvo le somme eventualmente già corrisposte, entro 30 giorni dalla notificazione a istanza di parte o dalla comunicazione in via amministrativa della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il dirigente della Direzione generale competente del Ministero, prevedendo l'intervento del commissario su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine e assegnandogli 120 giorni per adempiere, anche mediante gli atti contabili e organizzativi necessari. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate in 800 euro per compensi, oltre IVA, CPA e spese generali del 15%.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    La sentenza del giudice del lavoro, costituente il titolo da eseguire, aveva riconosciuto alla ricorrente il diritto al beneficio della carta del docente e alle somme corrispondenti.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    Il ricorso di ottemperanza è procedibile dopo il decorso di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo all'Amministrazione, termine maturato prima della proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per ottemperanza a una sentenza di condanna nei confronti della pubblica amministrazione è procedibile quando, dopo la notificazione del titolo all'Amministrazione, sia decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996.
  • Accertata la mancata esecuzione di un giudicato e in assenza di contestazioni dell'Amministrazione sulla spettanza o sull'azionabilità della pretesa, il giudice dell'ottemperanza deve dichiarare l'inottemperanza e ordinare l'esecuzione integrale del titolo entro un termine determinato, detratte le somme eventualmente già corrisposte.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l'ipotesi di perdurante inerzia dell'Amministrazione, subordinandone l'intervento all'istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato per adempiere.
  • Quando l'inadempimento dell'Amministrazione era già sussistente al momento della proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese del relativo giudizio possono essere poste a carico dell'Amministrazione, anche se questa si costituisce formalmente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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