Sentenza del 12/07/2018 n. 5009 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Ires - Fattura priva di molte pagine - Brogliaccio successivo - Documentazione non idonea a provare inerenza costi - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa contestazione dell'Amministrazione finanziaria è stata ritenuta fondata. Il brogliaccio prodotto successivamente non è stato considerato sufficiente a colmare le lacune della fattura incompleta né a dimostrare l'inerenza dei costi. Di conseguenza, i costi non sono stati riconosciuti come deducibili ai fini IRES.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la deducibilità ai fini IRES di costi documentati mediante una fattura priva di molte pagine. Il contribuente aveva prodotto successivamente un brogliaccio, sostenendo che tale documento consentisse di ricostruire le operazioni e di dimostrare l'inerenza dei costi all'attività d'impresa. È stato contestato che la documentazione fosse insufficiente, in quanto non permetteva di provare in modo attendibile la natura, l'effettività e il collegamento dei costi con l'attività esercitata.
Massime di principio
- Ai fini della deducibilità fiscale, non è sufficiente l'esistenza formale di una fattura: il contribuente deve dimostrare concretamente l'effettività, la natura e l'inerenza del costo rispetto all'attività d'impresa.
- Un documento contabile predisposto o prodotto successivamente, come un brogliaccio, può avere valore meramente indiziario e non sostituisce una documentazione originaria completa, analitica e verificabile.
- Quando la fattura è incompleta o priva di elementi essenziali, la documentazione integrativa deve fornire riscontri oggettivi e coerenti; ricostruzioni generiche o unilaterali possono essere ritenute insufficienti.
- L'onere di provare l'inerenza e la deducibilità dei costi grava sul contribuente, che deve conservare una documentazione adeguata e tempestivamente disponibile.
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