Cassazione Penale, Ordinanza n. 00713/2025 del 08/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso investiva l'ordinanza del tribunale dell'esecuzione che aveva escluso la configurabilità dell'unicità del disegno criminoso rispetto a più condotte delittuose. Secondo il giudice dell'esecuzione, la valutazione negativa era fondata su elementi oggettivi: la notevole distanza temporale tra i fatti, le modalità estemporanee di consumazione e caratteristiche delle condotte incompatibili con una preventiva e unitaria deliberazione criminosa. Il ricorrente contestava tale conclusione con argomenti descritti dalla Corte come assertivi e generici, sostanzialmente di mero fatto, senza scardinare la motivazione dell'ordinanza impugnata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il tribunale dell'esecuzione avesse escluso in modo logico e conforme al dato normativo l'unicità del disegno criminoso, valorizzando la distanza temporale tra le condotte e le loro modalità estemporanee, idonee a rendere implausibile una deliberazione anticipata e unitaria. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- L'unicità del disegno criminoso non può essere affermata in presenza di condotte tra loro distanziate nel tempo e con modalità esecutive estemporanee, quando tali elementi rendano non plausibile una preventiva deliberazione unitaria.
- In sede di legittimità, la censura che si limiti a contrapporre argomentazioni assertive e generiche a una motivazione logica e aderente al dato normativo non è idonea a superare la valutazione del giudice di merito o dell'esecuzione.
- La mera parziale identità dei titoli di reato non basta, da sola, a dimostrare il medesimo disegno criminoso, se il quadro fattuale depone per autonome determinazioni criminose.
- Il ricorso che non si confronti specificamente con le ragioni decisive poste a base dell'ordinanza impugnata è esposto alla declaratoria di inammissibilità.
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