Cassazione Penale, Sentenza n. 29953/2025 del 29/08/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di Appello di Lecce che aveva accolto il M.A.E. (mandato di arresto europeo) per reati fiscali a fini processuali ma non aveva deciso sull'istanza formulata dalla difesa di subordinare la consegna alla condizione che, in caso di condanna, il De Vangelio venga rinviato in Italia per scontare la pena. Il motivo unico denunciava violazione di legge (art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.) in relazione all'art. 19 della L. 69/2005 e all'art. 27, comma 3, Cost., contestando altresì l'erroneo richiamo a casi di estradizione esecutiva e ad istituti diversi dal M.A.E. processuale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo nella parte in cui la Corte di Appello non ha apposto la condizione richiesta: ha confermato che si trattava di un M.A.E. di natura processuale (non di estradizione esecutiva), ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla mancata subordinazione della consegna alla condizione che, dopo il processo in Germania, De Vangelio sia rinviato in Italia per scontare la pena o la misura di sicurezza eventualmente applicata. Ha disposto inoltre gli adempimenti di cancelleria ex art. 22, comma 5, L. 69/2005.
Norme richiamate
Legge 6 febbraio 2006, n. 69 (attuazione della decisione quadro 2002/584/GAI) - art. 26
Limita l'effetto della consegna processuale: il consegnando sarà processato solo per i fatti indicati nel M.A.E.; non può essere processato per fatti diversi o precedenti né essere privato della libertà per pena o misura riguardante fatti anteriori o diversi.
Legge 6 febbraio 2006, n. 69 - art. 19, lett. b
Prevede la possibilità di subordinare la consegna a condizioni, tra cui garanzie relative al successivo rinvio per l'esecuzione della pena; applicabile al M.A.E. di carattere processuale.
Costituzione della Repubblica Italiana - art. 27, comma 3
Principio secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato; la Corte ha richiamato il valore costituzionale del reinserimento sociale come criterio rilevante nella valutazione della legittimità di decisioni che implichino l'esecuzione della pena all'estero.
Codice di procedura penale - art. 606, comma 1, lett. b
Consentire il ricorso per cassazione per violazione di legge; qui invocato per censurare l'erroneo inquadramento giuridico del caso e la mancata statuizione sulla condizione di rinvio.
Legge 6 febbraio 2006, n. 69 - art. 22, comma 5
Prevede adempimenti di cancelleria in ordine all'esecuzione delle decisioni sul M.A.E.; la Corte ha disposto l'esecuzione delle attività di cancelleria consequenziali.
Massime di principio
- Distinguere sempre tra M.A.E. processuale e mandato di arresto/esecuzione di natura esecutiva: i limiti, le garanzie e le condizioni applicabili possono essere diversi.
- Quando il destinatario è cittadino italiano o ha radicamento stabile in Italia, il giudice nazionale dovrebbe valutare e, se richiesto, apporre la condizione del rinvio in Italia per l'esecuzione della pena, come garanzia compatibile con art. 27 Cost.
- La consegna processuale può essere subordinata a condizioni (art. 19 L. 69/2005); la mancata decisione sulla richiesta di subordinazione, se rilevante e formulata, può comportare annullamento parziale in sede di legittimità.
- La garanzia che il condannato possa scontare la pena nel proprio Paese di residenza è considerata una tutela rilevante per il reinserimento sociale e può essere richiesta dalla difesa e imposta dal giudice nazionale al momento della consegna.
- Se il giudice territoriale richiama istituti o principi riferiti a fattispecie diverse (es. estradizione esecutiva) bisogna censurare l'errata applicazione normativa: la giurisprudenza di legittimità interviene per ricondurre la decisione alla corretta disciplina del M.A.E.
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