Cassazione Civile, Sentenza n. 11674/2025 del 05/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La Guardia di Finanza aveva qualificato la società olandese De Slufter B.V. come "società di fatto" con sede effettiva a Milano e, per trasparenza, aveva imputato a Giuseppe Pisanti una quota del 20% del reddito da partecipazione relativo al 2007. La CTP di Caserta annullò l'avviso di accertamento; la CTR della Campania confermò l'annullamento ritenendo non provata la società di fatto. L'Agenzia delle Entrate ricorse in Cassazione deducendo, tra l'altro, vizio di valutazione della prova per presunzioni (citando artt. 2247 c.c., 2697 c.c., 2729 c.c. e art. 360 n.3 c.p.c.) e sollevando questioni processuali (litisconsorzio necessario). Il controricorrente ha depositato sentenze penali irrevocabili di assoluzione relative agli stessi fatti; il Pubblico ministero ha chiesto acquisizione degli atti penali o, in subordine, l'inammissibilità o il rigetto del ricorso erariale.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate inammissibile. In particolare, ha ritenuto che la CTR abbia valutato adeguatamente gli elementi probatori e che la ricorrente non abbia indicato in modo analitico e specifico gli indici presuntivi che avrebbero dovuto rimuovere la valutazione dei giudici di merito. Poiché la sussistenza della società di fatto è stata esclusa dai giudici di merito e la ricorrente non ha confutato puntualmente quella valutazione, il motivo dedotto è stato dichiarato inammissibile. Per tale motivo sono venute meno le questioni collegate (es. litisconsorzio necessario, applicabilità art. 21-bis D.lgs. 74/2000), sicché la Corte non ha dovuto pronunciarsi sulle stesse. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 21-bis d.lgs. n. 74/2000
La sentenza irrevocabile di assoluzione perché il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso, pronunciata in seguito a dibattimento nei confronti del medesimo soggetto e sugli stessi fatti materiali oggetto di valutazione nel processo tributario, ha, in questo, efficacia di giudicato, in ogni stato e grado, quanto ai fatti medesimi
La norma riconosce efficacia di giudicato in sede tributaria alla sentenza penale irrevocabile di assoluzione per gli stessi fatti; la Corte osserva che, pur essendo rilevante, non è necessario pronunciarsene nel merito perche il ricorso è risultato inammissibile.
art. 2247 c.c., art. 2697 c.c., art. 2729 c.c., art. 360 n.3 c.p.c.
L'Amministrazione ha dedotto violazioni relative alla prova per presunzioni e alla valutazione della prova. La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo per mancata specificazione analitica degli elementi di fatto e delle presunzioni concrete che avrebbero dovuto essere valorizzate in senso contrario alla decisione dei giudici di merito.
art. 14 D.lgs. 546/1992
La questione del litisconsorzio necessario (società e soci) è stata sollevata ma ha perso rilevanza: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile o prima facie infondato, la nullità dei giudizi di merito per mancata partecipazione di litisconsorti necessari non richiede la rimessione al giudice di primo grado, se non deriva danno ai pretermessi.
art. 111 Cost., art. 6 par. 1 CEDU
Principi di economia processuale e ragionevole durata del processo posti a fondamento della valutazione secondo cui non è opportuno disporre rinvio quando il ricorso appare inammissibile o infondato, per evitare inutile protrarsi del giudizio.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 art. 13 comma 1-quater
Richiamata in relazione all'esenzione dall'applicazione per l'Agenzia delle Entrate in qualità di pubblica amministrazione difesa dall'Avvocatura dello Stato; la Corte osserva che la norma non si applica nel caso di specie per ragioni indicate nella motivazione.
Massime di principio
- Per qualificare una "società di fatto" occorrono indici concreti e specifici: esistenza di un fondo comune, affectio societatis, accordi di ripartizione di utili e perdite, investimenti comuni. Mere mansioni lavorative, titoli professionali o esecuzione di direttive non sono di per sé sufficienti.
- In Cassazione non è sufficiente una generica doglianza sulla valutazione delle prove: chi impugna deve indicare analiticamente quali elementi di fatto o presunzioni sono stati misconosciuti o valutati erroneamente dai giudici di merito.
- La sentenza penale irrevocabile di assoluzione resa con le formule "perché il fatto non sussiste" o "perché l'imputato non l'ha commesso" ha efficacia in sede tributaria sui medesimi fatti (art. 21-bis), ma la sua applicazione può non essere necessaria se il ricorso tributario in Cassazione risulta inammissibile.
- La mancata partecipazione di litisconsorti necessari non richiede automaticamente la declaratoria di nullità e il rinvio quando il gravame risulti inammissibile o manifestamente infondato, per ragioni di economia processuale e tutela della ragionevole durata del processo.
- In materia di accertamenti tributari fondati su presunzioni la qualità e la specificità degli indici probatori sono decisive: l'Amministrazione deve documentare in modo puntuale come gli elementi raccolti giustifichino il passaggio da presunzione a conclusione definitiva.
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