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Sentenza

Sentenza del 21/12/2021 n. 554 - Comm. Trib. Prov. Vicenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione avviso di accertamento IMU n. 836 del 16/12/2020 relativo all'annualità 2015 per una particella (F.18, mapp. 245 sub.2, cat. A7) estesa complessivamente mq 7480. Il Comune ha ritenuto edificabile e ha richiesto IMU per la porzione indicata nel PRG come C2.3 (mq 5715) attribuendo valore di € 80/mq. La ricorrente sostiene che l'area è graffata al fabbricato e costituisce pertinenza (ai sensi dell'art. 2 co.1 lett. a) D.Lgs. 504/92), il cui valore è già incorporato nella rendita catastale e quindi non soggetta a autonoma imposizione; contesta inoltre la motivazione dell'atto, la classificazione urbanistica e la quantificazione del valore, nonché l'illegittimità delle sanzioni.

La decisione

La Commissione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha ritenuto che la contribuente non abbia provato la pertinenzialità dell'area: la dichiarazione come giardino non è sufficiente, e sono emersi elementi contrari (parte dell'area inserita nel PRG come edificabile di completamento, sproporzione tra superficie e fabbricato, assenza di un asservimento durevole, la rendita catastale del fabbricato non include il valore dell'area edificabile). Si è inoltre considerato il frazionamento catastale del 22/06/2016 che ha ridotto il mappale 245 a mq 2856 e creato il mappale 590 di mq 4624 destinato ad area urbana, fattore che conferma la non permanente destinazione a servizio del fabbricato. Perciò è stata riconosciuta la debenza IMU solo per la porzione identificata nel mappale 590 (mq 4624) risultante dal frazionamento; la restante parte del mappale, residua e graffata all'area di sedime del fabbricato, è stata ritenuta pertinenziale. Spese compensate.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 504/1992, art. 2 comma 1 lett. a)

    La ricorrente invoca la disposizione per qualificare aree scoperte come pertinenza del fabbricato. La Commissione però ritiene che la qualificazione di pertinenza debba essere provata dal contribuente e non risulta automatica; la semplice dichiarazione e la presenza catastale non sono sufficienti se elementi oggettivi (destinazione urbanistica, frazionamento, sproporzione) indicano autonoma suscettibilità edificatoria.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del Contribuente)

    richiamata per i principi di buona fede e tutela dell'affidamento

    La ricorrente invoca tutela dell'affidamento rispetto alla consistenza catastale. La Commissione evidenzia che l'affidamento non è assoluto: la denuncia del contribuente è soggetta a verifica da parte dell'ente impositore e atti e strumenti urbanistici (PRG, frazionamento) possono giustificare un diverso trattamento fiscale.

  • Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Malo e delibera di giunta comunale

    indicazione zona C2.3 Residenziale di espansione e delibera sui valori minimi delle aree edificabili

    La qualificazione urbanistica nel PRG è elemento determinante per individuare la natura edificabile della porzione di terreno e la base imponibile; la delibera comunale sui valori è stata ritenuta idonea a determinare la base di calcolo adottata dall'Ufficio impositivo.

  • Rilevazioni catastali e atto di frazionamento (Catasto, modifica 22/06/2016)

    frazionamento mappale 245 in mapp. 245 ridotto (mq 2856) e mapp. 590 (mq 4624)

    Il frazionamento catastale è considerato prova oggettiva rilevante della volontà e della capacità di destinare parte dell'area ad uso autonomo/urbano; contribuisce a dimostrare la mancata permanenza della destinazione pertinenziale.

Massime di principio

  • Onere della prova: il contribuente che invoca la pertinenzialità di un'area deve dimostrarne il carattere di servizio durevole e stabile al fabbricato; dichiarazioni semplici (es. 'giardino') non bastano.
  • Criteri pratici per provare la pertinenzialità: elementi documentali che dimostrino asservimento durevole (atti notarili, servitù, destinazione funzionale stabile), assenza di autonomia edificatoria nelle previsioni urbanistiche, inclusione esplicita del valore dell'area nella rendita catastale del fabbricato, proporzione ragionevole tra superficie dell'area e dimensione del fabbricato.
  • Ruolo del PRG e degli atti amministrativi: se il PRG individua la porzione come edificabile, l'ente può accertare l'IMU su quella porzione; la qualificazione urbanistica prevale sulla semplice iscrizione catastale agli effetti dell'imponibilità.
  • Efficacia del frazionamento catastale: atti di frazionamento o modifiche catastali successivi possono essere utilizzati come indice della non pertinenzialità o della destinazione autonoma dell'area.
  • Limiti della consistenza catastale 'definitiva': la consistenza e classificazione catastale non sono immuni da verifica amministrativa; l'assenza di contestazione formale precedente non impedisce accertamenti basati su elementi urbanistici chiari.
  • Motivazione dell'atto impositivo: l'atto deve indicare elementi che consentano al contribuente di conoscere le ragioni di fatto e di diritto; se la motivazione è generica il contribuente può contestarla, ma se l'avviso riporta dati catastali, riferimenti urbanistici e calcoli la motivazione è generalmente ritenuta adeguata.
  • Strategia difensiva del contribuente: conservare e produrre planimetrie, titoli di proprietà, atti notarili, dichiarazioni esplicite di destinazione d'uso, documenti comprovanti l'uso effettivo e durevole come pertinenza; contestare la qualificazione urbanistica solo con perizie tecnico-urbanistiche e provvedimenti amministrativi contrari.
  • Valutazione delle sanzioni: possono essere impugnate se l'atto manca dei requisiti di motivazione o contestazione formale degli elementi essenziali; tuttavia, in presenza di elementi oggettivi a favore dell'ente impositore, le sanzioni trovano più difficilmente spazio.

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