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Sentenza

Sentenza del 06/06/2022 n. 2576 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Indagini finanziarie - Movimentazioni bancarie - Condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione ha effettuato un accertamento tributario sulla base di indagini finanziarie e controlli delle movimentazioni bancarie: per determinate operazioni analiticamente indicate il contribuente non ha fornito giustificazione sull'origine o natura delle somme. La questione riguarda la natura giuridica di tale accertamento (se si tratti di un accertamento induttivo o di una diversa tipologia basata su presunzione legale relativa) e se possa essere esercitato anche nei confronti di contribuenti non titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo.

La decisione

La Corte ha ritenuto che l'accertamento derivante da indagini finanziarie non è un accertamento induttivo, ma una specifica modalità di accertamento fondata su una presunzione legale relativa a favore dell'Amministrazione finanziaria: tutte le movimentazioni bancarie analiticamente individuate e non giustificate dal contribuente possono essere recuperate a tassazione. Inoltre è stato affermato che tale modalità di accertamento è applicabile anche ai contribuenti non titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo. Ne consegue che, in mancanza di adeguata prova giustificativa da parte del contribuente, prevale l'accertamento dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 32 d.P.R. n. 600/1973

    Attribuisce alla disciplina dei controlli bancari e all'accertamento fondato su tali controlli una presunzione legale relativa che legittima il recupero a tassazione delle movimentazioni non giustificate dal contribuente

  • Cass. n. 14023/2007

    Conferma il principio che le indagini finanziarie consistono in una modalità di accertamento basata su presunzione relativa e che le movimentazioni non giustificate possono essere tassate

  • Cass. n. 16874/2009

    Riafferma l'applicabilità dei controlli bancari anche nei confronti di soggetti non titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo e la rilevanza probatoria delle movimentazioni non giustificate

Massime di principio

  • Le indagini finanziarie costituiscono una forma di accertamento fondata su una presunzione legale relativa: l'Amministrazione può recuperare a tassazione le somme movimentate che il contribuente non dimostra essere di natura non imponibile o già tassata.
  • L'onere di fornire giustificazioni compete al contribuente: per ciascuna movimentazione indicata l'interessato deve esibire documenti o prove che spieghino origine e natura (es. donazioni, prestiti documentati, rimborsi, vendite, eredità).
  • Tale meccanismo non è limitato ai titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo: può essere utilizzato anche per contribuenti privati percettori di redditi da lavoro dipendente o pensione.
  • L'accertamento da indagini finanziarie si distingue dall'accertamento induttivo classico: non si tratta di una mera ricostruzione forfettaria, bensì di un recupero mirato delle singole movimentazioni non giustificate.
  • Per difendersi efficacemente, il contribuente deve puntare su documentazione certificata che ricostruisca la provenienza e la destinazione delle somme; la mancanza di documenti concreti rende difficile superare la presunzione dell'Amministrazione.
  • Gli elementi bancari, se indicati analiticamente, hanno valore probatorio rilevante; tuttavia, se il contribuente riesce a dimostrare con prove adeguate l'estraneità fiscale delle somme, l'accertamento viene escluso in relazione a quelle voci.

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