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Sentenza

Sentenza n. 487/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento del responsabile del Settore Tecnico datato 04.06.2025 prot. n. 3568 e spedito con prot. n. 4718 del 30.07.2025, recante “Dichiarazione di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione di opere abusive n. 3/2019 Prot. 1565 del 26.02.2019 adottata i sensi dell'art. 31 del DPR 380/2001. Acquisizione al patrimonio comunale delle opere con relative aree di pertinenza site in Comune di Zandobbio, Via Sommi n. 10, da stralciare dall'area più ampia censita nel NCT al foglio 9 con il mappale 4018”; - della relazione di calcolo e di individuazione dell'area da confiscare, con relativi allegati, notificata in data 21.08.2025; - nonché di ogni atto presupposto, consequenziale o comunque connesso;

Giustizia amministrativa202501112

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di accertamento dell'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione e acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive e dell'area di pertinenza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 4 giugno 2025, nonché la relazione di calcolo e individuazione dell'area, deducendo: i) violazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, dell'art. 324 c.p.c. e dei principi di correttezza, buona fede e leale collaborazione, nonché difetto di istruttoria, travisamento, abnormità, irragionevolezza e sproporzione, sostenendo che il termine di novanta giorni per ottemperare dovesse decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza del Consiglio di Stato che aveva definitivamente confermato l'ordine di demolizione; ii) illegittimità dell'acquisizione per non avere il Comune considerato la disponibilità del destinatario a procedere, sia pure tardivamente, alla demolizione e l'inizio di esecuzione dell'ordine; iii) violazione degli artt. 27 e 31 d.P.R. 380/2001 e degli artt. 7 ss. l. 241/1990 per la mancata notifica del verbale di accertamento dell'inottemperanza e per la mancata partecipazione procedimentale. L'abuso riguardava piccoli manufatti per complessivi 142,98 mq. Il Comune aveva inizialmente quantificato l'area da acquisire in 1.488 mq, poi aveva annullato parzialmente in autotutela il provvedimento, riducendola a 150,58 mq. Nel corso del giudizio, dopo la sospensione cautelare, il ricorrente ha demolito integralmente i manufatti e ripristinato lo stato dei luoghi.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso applicando la ragione più liquida, ritenendo fondati il difetto di istruttoria e l'errata applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. L'accertamento comunale dell'inottemperanza del 24 maggio 2025 e il successivo provvedimento acquisitivo del 4 giugno 2025 erano intempestivi, perché adottati prima del decorso di novanta giorni dalla pubblicazione, il 7 aprile 2025, della sentenza del Consiglio di Stato che aveva definitivamente confermato la legittimità dell'ordine di demolizione. Il giudice ha inoltre ritenuto che, in presenza della disponibilità del privato a demolire e dell'effettiva demolizione integrale eseguita nel corso del giudizio, l'Amministrazione avrebbe dovuto valutare la reale necessità dell'acquisizione, considerando che la demolizione spontanea tardiva aveva raggiunto la finalità primaria della sanzione edilizia e consentiva di evitare i costi pubblici dell'intervento. È stata quindi valorizzata una lettura temperata dell'automatismo acquisitivo, soprattutto quando l'ordine di demolizione sia stato contestato in giudizio e la sua legittimità sia rimasta incerta fino al giudicato. Il provvedimento di acquisizione e gli atti connessi sono stati annullati. La demolizione già eseguita resta ferma. Spese compensate per la complessità e peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001

    «3. Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita. 4. L’accertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica all’interessato, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente.»

    L'acquisizione consegue all'inottemperanza, ma l'accertamento notificato svolge una funzione ricognitiva e abilita l'immissione nel possesso e la trascrizione. Secondo il temperamento applicato dal TAR, l'Amministrazione deve considerare l'adempimento spontaneo tardivo intervenuto prima dell'accertamento formale e, quando l'ordine sia stato giudizialmente contestato, il termine di novanta giorni decorre dal giudicato che ne conferma la legittimità.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La domanda di accertamento di conformità presentata dal ricorrente era stata respinta per mancanza della doppia conformità e dell'accertamento di compatibilità paesaggistica; il diniego è stato definitivamente confermato in giudizio.

  • art. 324 c.p.c.

    Il ricorrente lo ha invocato sostenendo che il termine per l'ottemperanza dovesse essere collegato alla formazione del giudicato sulla legittimità dell'ordine di demolizione; il TAR ha accolto il ricorso sulla base dell'intempestività dell'accertamento rispetto al giudicato.

  • artt. 7 ss. l. 241/1990

    Il ricorrente ha dedotto la mancata partecipazione procedimentale e la mancata notifica del verbale di accertamento; la sentenza ha definito la causa per i vizi di intempestività, difetto di istruttoria ed errata applicazione dell'art. 31, senza decidere specificamente tali censure.

Massime di principio

  • Quando l'ordine di demolizione edilizia sia stato impugnato e la sua legittimità sia rimasta incerta fino al passaggio in giudicato della sentenza che lo conferma, l'Amministrazione non può considerare rilevante, ai fini dell'acquisizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001, il mancato adempimento maturato anteriormente alla formazione della certezza del diritto; il termine di novanta giorni deve essere riferito al giudicato confermativo.
  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001, pur configurandosi come effetto automatico dell'inottemperanza, deve essere coordinata con la finalità primaria ripristinatoria della sanzione. Se il privato esegue spontaneamente la demolizione, anche tardivamente ma prima dell'accertamento formale dell'inottemperanza, l'Amministrazione deve valutare se l'acquisizione conservi una concreta necessità, poiché la demolizione può avere già integralmente soddisfatto l'interesse pubblico.
  • La disponibilità del privato a demolire spontaneamente, manifestata dopo il giudicato ma prima dell'adozione o della formalizzazione dell'acquisizione, impone all'Amministrazione una specifica valutazione istruttoria sulla necessità dell'acquisizione; un provvedimento che la ignori può essere annullato per difetto di istruttoria ed errata applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • La demolizione spontanea tardiva può essere valorizzata secondo una logica riparativa e di autoresponsabilità, quando consenta di ricondurre lo stato dei luoghi alla legalità edilizia e di raggiungere la finalità di tutela del territorio senza ricorrere all'acquisizione del bene e dell'area al patrimonio comunale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaBuona fede e correttezza della PAPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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