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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6957/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la conferma della condanna per tentativo di estorsione. Cedeno contestava di non aver partecipato all'estorsione poiché si sarebbe limitata a consegnare un biglietto con la richiesta di contattare il figlio; Calia censurava l'attribuzione a lei di alcuni messaggi (sostanziale assenza di prova certa). Ulteriore censura riguarda l'omessa valutazione, in punto di dolo, della condotta successiva al fatto e dell'incontro del febbraio 2018 con la sig.ra Pantaleo Giulia.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché manifestamente infondati e perché sollevano questioni non consentite in sede di legittimità. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito motivazione completa e logica rispondendo ai motivi di gravame, valutando il contesto, i precedenti rapporti e ritenendo attendibile la ricostruzione della partecipazione di entrambe le imputate (biglietto e messaggi). Ha inoltre richiamato il divieto, in Cassazione, di riesaminare in via sostitutiva la valutazione delle prove meritorie. Condanna le ricorrenti al pagamento delle spese e dispone una somma di euro 3.000 ciascuna in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usato come base per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per essere manifestamente infondato o per proporre questioni non consentite in sede di legittimità; implica anche la condanna al pagamento delle spese e all'ammenda equitativamente determinata.

  • giurisprudenza di legittimità (principio sulla saldatura delle motivazioni di primo e secondo grado)

    Sez. 3, Sentenza n. 44418 del 16/07/2013; Sez. 2, Sentenza n. 37295 del 12/06/2019 (citazioni nel testo)

    La motivazione della sentenza di appello può integrarsi con quella di primo grado formando un unico corpo argomentativo; Cassazione controlla la ragionevolezza complessiva della motivazione risultante dall'insieme degli atti.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per rinnovare la valutazione delle prove: doglianze che chiedono una diversa valutazione di attendibilità o della valenza probatoria sono inammissibili.
  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione è necessario dedurre vizi di diritto evidenti (omessa, contraddittoria o illogica motivazione) e non semplici dissensi sulla valutazione dei fatti.
  • Quando la motivazione di merito integra e richiama quella di primo grado, forma un unico corpo argomentativo che la Cassazione esamina nel suo insieme; è necessario dimostrare che tale complesso sia viziato.
  • L'attribuzione di comunicazioni elettroniche a una persona richiede prove idonee; però, se i giudici di merito motivano adeguatamente la loro decisione (anche valorizzando contesto e precedenti rapporti), la Cassazione vi si uniforma salvo errori di diritto o manifesta illogicità.
  • I ricorrenti devono prepararsi al rischio di condanna alle spese e all'ammenda se il ricorso è dichiarato manifestamente infondato ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; quindi valutare con attenzione l'ammissibilità e la fondatezza giuridica prima di proporre ricorso.

Testo integrale

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