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Ordinanza

Ordinanza n. 250/2026 - Milano, Sezione 2

per l’accertamento del silenzio-assenso perfezionatosi sulla richiesta di permesso di costruire prot. n. 0052978/29-01-2025, del 29 gennaio 2025 per l’installazione di un impianto elevatore interno al vano scala condominiale in deroga al d.m. n. 236/1989, con conseguente declaratoria di inefficacia del provvedimento del 26 novembre 2025 prot. n. 0617201/26-11-2025 di respingimento della stessa richiesta; nonché in subordine, per l’annullamento, previa idonea misura cautelare, del provvedimento del 26 novembre 2025 prot. n. 0617201/26-11-2025, comunicato nella stessa data, con cui il Comune di Milano ha respinto la richiesta di permesso di costruire e di ogni altro atto presupposto, consequenziale o comunque connesso, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202600607

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di accertamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di respingimento della richiesta di permesso di costruire per l’installazione di un impianto elevatore interno al vano scala condominiale, nonché il silenzio-assenso dedotto dal richiedente

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il condominio ha proposto ricorso per l’accertamento del silenzio-assenso formatosi sulla richiesta di permesso di costruire presentata il 29 gennaio 2025 per l’installazione di un impianto elevatore interno al vano scala condominiale, in deroga al d.m. n. 236/1989, chiedendo la conseguente declaratoria di inefficacia del provvedimento comunale del 26 novembre 2025 che ha respinto la richiesta. In subordine, ha chiesto l’annullamento del medesimo provvedimento e degli atti presupposti, consequenziali o connessi, previa concessione di una misura cautelare. Il testo dell’ordinanza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti contro il diniego.

La decisione

Il TAR, nella fase cautelare, ha ritenuto che le esigenze cautelari del condominio potessero essere soddisfatte senza adottare una misura cautelare immediata, mediante la fissazione dell’udienza di discussione del merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. Ha quindi fissato l’udienza pubblica del 17 dicembre 2026 per la trattazione del ricorso. Non ha deciso nel merito né sulla formazione del silenzio-assenso, né sulla legittimità o efficacia del provvedimento comunale di respingimento. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare può essere soddisfatta mediante la fissazione della data di discussione del ricorso nel merito, senza necessità di adottare un’ulteriore misura cautelare.

  • d.m. n. 236/1989

    Il provvedimento riguarda una richiesta edilizia relativa all’installazione di un impianto elevatore in deroga alla disciplina tecnica richiamata; l’ordinanza non ne interpreta specificamente le disposizioni.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare il giudice amministrativo può ritenere sufficientemente tutelabili le esigenze del ricorrente mediante la fissazione ravvicinata dell’udienza di merito, ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., senza concedere una distinta misura cautelare.
  • La fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. non comporta una decisione anticipata sulla fondatezza della domanda di annullamento o di accertamento e lascia impregiudicata la decisione sulle questioni sostanziali controverse.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziTermini del procedimento e silenzioTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTutela cautelare

Testo integrale

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