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Sentenza

Sentenza del 21/06/2016 n. 12753 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato tre avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2002, 2003 e 2004, contestando il maggior valore attribuito a un'area edificabile, la mancata riduzione del 50% prevista per alcune zone PEC, la retroattività della rendita catastale attribuita dopo la richiesta di accatastamento e l'applicazione delle sanzioni. In particolare, sosteneva che il valore dichiarato fosse sufficiente, che l'area avesse diritto all'abbattimento, che la rendita fosse applicabile solo dalla notificazione dell'8 novembre 2002 e che sussistesse incertezza normativa tale da escludere le sanzioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'accertamento del maggior valore, poiché l'area doveva essere ricondotta alla zona del centro abitato e il valore dichiarato di 129,11 euro al metro quadrato era inferiore al minimo comunale di 154,94 euro. Ha escluso la riduzione del 50%, considerando prevalente la disciplina speciale applicabile alla zona I/PEC, già urbanizzata e soggetta a interventi edilizi diretti senza necessità di piano esecutivo. Ha inoltre confermato che la rendita catastale aggiornata produce effetti, ai fini ICI, retroattivamente dal momento della richiesta di attribuzione, non dalla successiva notificazione. Le doglianze sull'omessa pronuncia e sulle sanzioni sono state respinte, non ravvisandosi né omessa pronuncia né obiettiva incertezza normativa. La società è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 4.100 euro.

Norme richiamate

  • Art. 7, comma 1, del Regolamento ICI del Comune di Vicenza

    non si fa luogo all'accertamento di maggior valore nei casi in cui l'ICI dovuta risulti versata sulla base di valori non inferiori a quelli stabiliti nell'allegato A

    La clausola impedisce l'accertamento solo quando il contribuente abbia dichiarato un valore almeno pari al minimo comunale applicabile alla specifica zona. Non consente di utilizzare criteri soggettivi o valori intermedi non previsti dalla disciplina comunale.

  • Deliberazione della Giunta Comunale di Vicenza n. 503 del 28 maggio 1998, allegato A

    I valori minimi delle aree edificabili devono essere individuati in base alla zona urbanistica corretta. Nel caso concreto è stato applicato il valore minimo del centro abitato, pari a 154,94 euro al metro quadrato.

  • Art. 42, comma 3, delle Norme tecniche di attuazione del PRG

    La possibilità di realizzare interventi edilizi diretti, senza preventiva adozione di piani esecutivi, costituisce disciplina speciale prevalente e può escludere l'applicazione della riduzione prevista per le aree effettivamente soggette a PEC.

  • Art. 57 del D.Lgs. n. 546 del 1992

    Il divieto di nuove eccezioni in appello riguarda le eccezioni in senso stretto; una diversa argomentazione giuridica difensiva, basata sui fatti già dedotti, può invece essere proposta anche in secondo grado.

  • Art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 504 del 1992

    La base imponibile ICI deve essere adeguata alla rendita catastale attribuita, secondo il regime applicabile al bene e alla situazione catastale.

  • Art. 74 della legge n. 342 del 2000

    La rendita catastale aggiornata può incidere sulle imposte relative ai periodi precedenti; secondo la giurisprudenza richiamata, l'adeguamento decorre dalla richiesta di attribuzione della rendita, anche se la rendita viene notificata successivamente.

  • Art. 10, comma 3, della legge n. 212 del 2000

    L'esclusione delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa richiede una concreta impossibilità di individuare la norma applicabile. La mera difficoltà interpretativa, in assenza di contrasti giurisprudenziali o altri specifici elementi di incertezza oggettiva, non è sufficiente.

Massime di principio

  • Per verificare la legittimità di un accertamento sul valore di un'area edificabile, occorre applicare il valore minimo previsto per la concreta zona urbanistica, senza ricorrere a medie o criteri equitativi non previsti dalla disciplina comunale.
  • Le agevolazioni o riduzioni connesse alla sottoposizione a un piano esecutivo spettano solo quando sussista effettivamente il presupposto che le giustifica. Se l'area è già urbanizzata e può essere edificata direttamente, la riduzione può essere esclusa.
  • Quando il contribuente richiede l'attribuzione di una nuova rendita catastale, l'eventuale rendita superiore può comportare il ricalcolo dell'imposta anche per periodi anteriori alla notificazione, a partire dalla data della richiesta, secondo la disciplina applicabile.
  • Una questione giuridica nuova proposta in appello non è necessariamente un'eccezione in senso stretto: può essere ammessa se costituisce una diversa argomentazione difensiva fondata sui fatti già acquisiti.
  • L'esonero dalle sanzioni per incertezza normativa richiede un'incertezza oggettiva e verificabile, come norme contraddittorie, prassi divergenti o orientamenti giurisprudenziali contrastanti; non basta che il contribuente abbia interpretato diversamente la normativa.
  • In presenza di una decisione di merito adeguatamente motivata su elementi fattuali, la Corte di cassazione non rivaluta liberamente la classificazione urbanistica o il valore dell'area, salvo specifici vizi giuridici o motivazionali dedotti correttamente.

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