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Ordinanza

Ordinanza n. 101/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia: - del provvedimento della Città di Bosa (OR) prot. n. 3349 del 19.2.2026, notificato a Giampietro Dalle Molle il 28.2.2026; - di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, “anche non noto allo stato (ed in tale caso con espressa riserva di motivi aggiunti)”, tra cui, segnatamente, “qualora occorrer possa”, l’articolo 13 delle NTA del PUC vigente e la D.C.C. n. 65 del 29/11/2001 laddove e allorché si autorizza un volume destinato a residenza ed a servizi strettamente connessi alla residenza per la quota data dal rapporto 20 mc/ab.

Giustizia amministrativa202600341

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di annullamento in autotutela della pratica in autocertificazione relativa al cambio di destinazione d'uso da ufficio ad abitazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento del Comune di Bosa che ha annullato in autotutela la pratica in autocertificazione concernente il cambio di destinazione d'uso da ufficio ad abitazione. Sono stati impugnati anche gli atti presupposti, connessi e conseguenti, inclusi, ove occorrente, l'articolo 13 delle NTA del PUC vigente e una deliberazione consiliare nella parte relativa alla determinazione del volume destinato a residenza e ai servizi strettamente connessi. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente esposti i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso; la questione cautelare concerneva, in particolare, la compatibilità urbanistica del cambio di destinazione d'uso con le norme tecniche del piano di lottizzazione e con le disposizioni del PUC richiamate dall'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo, a un sommario esame proprio della fase cautelare, che non ricorressero i presupposti per sospendere l'efficacia dell'atto impugnato. In particolare, il cambio di destinazione d'uso da ufficio ad abitazione non è apparso prima facie compatibile con le norme tecniche del piano di lottizzazione e con le disposizioni urbanistiche vigenti del PUC richiamate nel provvedimento di annullamento e nella comunicazione di avvio del procedimento. La decisione è quindi fondata sul fumus cautelare negativo, senza definire nel merito l'impugnazione. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti e le regole della tutela cautelare nel processo amministrativo.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento urbanistico può essere negata quando, a un sommario esame, l'intervento edilizio contestato non appaia compatibile con le norme tecniche del piano attuativo e con le disposizioni urbanistiche del piano comunale richiamate dall'amministrazione.
  • La verifica cautelare della compatibilità urbanistica dell'intervento è effettuata con cognizione sommaria e non anticipa la decisione definitiva sull'annullamento del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniDestinazioni d'uso e zone omogeneeAutotutelaTutela cautelare
RamiUrbanistica e governo del territorioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareAutotutela decisoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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