Cassazione Penale, Sentenza n. 22047/2025 del 11/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo del capitale sociale e del patrimonio aziendale della societa Caffè In S.r.l., disposto dal GIP il 5/2/2024, fondato su contestazioni di associazione per delinquere (art. 416 c.p. e artt. 512bis e 648-ter.1 c.p.) e autoriciclaggio (con reato presupposto la dichiarazione infedele ex art. 4 d.lgs. 74/2000). I ricorrenti contestavano: la utilizzabilità di atti acquisiti dopo l'8/8/2022, la mancata applicazione del principio imposto dalla sentenza rescindente sul criterio di valutazione del fumus, l'insufficiente motivazione rispetto alla prova di resistenza richiesta dalla Cassazione, la sproporzione e la mancanza del requisito del periculum rispetto al sequestro dell'intero compendio aziendale e di compendi esteri (società portoghesi), nonché l'impossibilità di dimostrare il reato presupposto dell'autoriciclaggio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto che l'emissione del decreto che dispone il giudizio (17/4/2024) abbia comportato una verifica giurisdizionale piu stringente del 'fumus' e quindi abbia precluso una rivalutazione piu rigorosa da parte del Tribunale del riesame. Ha ritenuto legittima l'utilizzazione, nei limiti indicati, della documentazione ritenuta tempestiva rispetto ai singoli indagati, ha confermato che esistono elementi sufficienti a fondare il fumus sia per l'autoriciclaggio sia per l'associazione per delinquere, e ha ritenuto proporzionato e motivato il riconoscimento del periculum in mora in ragione del ruolo centrale della societa nell'intero gruppo e del rischio di vanificazione della tutela cautelare se gli immobili/quote venissero restituiti. Condanna dei ricorrenti alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 512bis cod. pen.
Il profitto del reato considerato in senso ampio: non solo incremento patrimoniale diretto ma qualsiasi utilità patrimoniale suscettibile di valutazione economica. La Corte ha ritenuto che tale nozione possa giustificare il sequestro preventivo dei beni connessi all'attivita societaria.
art. 648-ter.1 cod. pen.
Reato di riciclaggio/autoriciclaggio considerato come titolo del sequestro; la Corte ha ritenuto sussistente il fumus anche alla luce del reinvestimento di proventi illeciti in immobili.
art. 4 d.lgs. 74/2000
Dichiarazione infedele indicata come reato presupposto per l'autoriciclaggio; la Corte ha osservato che, anche se tale reato presupposto non fosse dimostrato autonomamente, permaneva il fumus per l'autoriciclaggio sulla base di altri reati presupposto (es. trasferimento fraudolento di valori).
art. 321 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il sequestro preventivo impeditivo: la Corte ha confermato che il giudice ha adeguatamente motivato il periculum e ha fatto corretta applicazione dell'articolo nell'adozione della misura cautelare reale.
art. 240 cod. pen.
Riferimento alla fattispecie che giustifica il sequestro preventivo; la misura è stata disposta ai sensi dell'art. 240 come supporto al sequestro impeditivo.
art. 240-bis cod. pen.
Menziionato come norma di confisca non applicata: il GIP non ha disposto sequestro finalizzato alla confisca ex art. 240-bis, ma solo sequestro impeditivo; la Corte ha sottolineato la distinzione.
art. 425 comma 3 cod. proc. pen. (modificato dal D.L.vo 150/2022 conv. in L. 199/2022)
La modifica ha innalzato il livello di verifica richiesto al giudice per l'udienza preliminare: il decreto che dispone il giudizio richiede una valutazione piu stringente (possibilita di formulare una ragionevole previsione di condanna) rispetto al mero 'fumus'. La Corte ha ritenuto che, una volta disposto il giudizio con la predetta verifica, non fosse necessario che il Tribunale del riesame rimettesse in discussione il fumus in termini piu rigorosi.
art. 627 comma 3 e art. 125 cod. proc. pen.
Richiamati dai ricorrenti per contestare la mancata uniformita al principio di diritto indicato nella sentenza rescindente; la Corte ha ritenuto infondata la censura perché il Tribunale del riesame ha motivato conformemente alla nuova verifica intervenuta con il decreto di rinvio a giudizio.
art. 325 cod. proc. pen.
Limiti del ricorso per cassazione in materia di misure reali: la Corte ricorda che il ricorso in Cassazione contro provvedimenti cautelari reali e' consentito solo per violazione di legge; ha quindi valutato l'esistenza di vizi di diritto e di motivazione minima.
Massime di principio
- Se, dopo il sequestro cautelare, interviene un provvedimento che dispone il giudizio (decreto di rinvio a giudizio) sulla base della normativa aggiornata (art. 425 c.p.p. come modificato), tale decreto è considerato verifica piu pregnante del fumus e limita la possibilita del riesame di riesaminare il fumus con maggior rigore.
- La valutazione dell'utilizzabilità di atti acquisiti tardivamente va effettuata rispetto a ciascun indagato: atti tardivi possono essere inutilizzabili per taluni soggetti e utilizzabili per altri a seconda della data di iscrizione nel registro degli indagati.
- Il requisito del periculum per il sequestro impeditivo richiede una motivazione concreta e riferita alla specifica struttura societaria: la mera titolarita' di quote non esclude il sequestro se la societa' svolge ruolo centrale nell'assetto criminoso e la restituzione dei beni potrebbe vanificare la tutela cautelare.
- La proporzionalita' del sequestro va valutata sulla base della funzione economico-gestionale del bene sequestrato; il sequestro dell'intero compendio aziendale può essere giustificato quando la societa' costituisce il centro decisionale e operativo dell'attivita illecita.
- In sede di impugnazione in Cassazione dei provvedimenti cautelari reali, il ricorrente deve dimostrare violazioni di legge o vizi gravi di motivazione; riferimenti generici a motivazioni contraddittorie senza indicare un vizio di diritto sono difficilmente decisivi.
- La prova del reato presupposto per l'autoriciclaggio puo' essere valutata nel suo complesso: anche se un singolo reato presupposto fosse indebolito, possono comunque sussistere elementi sufficienti per il fumus dell'autoriciclaggio in presenza di altri reati presupposto o di reinvestimenti riconducibili.
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