Sentenza n. 1029/2026 - Ancona, Sezione 1
per l'accertamento del diritto del ricorrente al beneficio di cui all'art. 6 bis D.L. n. 387/1987, con il conseguente obbligo dell'Amministrazione di provvedere alla rideterminazione dell'indennità di buonuscita nonché al ricalcolo della base pensionabile, mediante l'inclusione nella relativa base di calcolo dei sei scatti stipendiali contemplati dalla disposizione citata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancato riconoscimento dei sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis d.l. n. 387/1987 ai fini della rideterminazione dell'indennità di buonuscita e della base pensionabile
Esito
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto al beneficio previsto dall'art. 6-bis d.l. n. 387/1987, con conseguente obbligo dell'INPS di rideterminare l'indennità di buonuscita e ricalcolare la base pensionabile mediante inclusione dei sei scatti stipendiali. Nelle more del giudizio, l'INPS ha adottato in autotutela un provvedimento con il quale ha accolto le domande del ricorrente e disposto il ricalcolo del TFS con inclusione dei sei scatti. Il ricorrente non ha contestato l'intervenuta soddisfazione della pretesa.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che la pretesa del ricorrente fosse stata pienamente soddisfatta dal provvedimento di autotutela dell'INPS. È venuta meno la posizione di contrasto tra le parti e, conseguentemente, l'interesse a proseguire il giudizio e l'obbligo del giudice di pronunciarsi sul merito. Le spese di lite sono state compensate, considerando la tempestiva autotutela dell'amministrazione, la stratificazione normativa e il recente consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale. È stato disposto il rimborso del contributo unificato in favore del difensore del ricorrente, dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 6-bis d.l. n. 387/1987
Prevede il beneficio dei sei scatti stipendiali richiesto dal ricorrente, da includere nel calcolo dell'indennità di buonuscita e della base pensionabile.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata risulta pienamente soddisfatta nel corso del giudizio.
art. 100 c.p.c.
È richiamato quale fondamento del venir meno dell'interesse delle parti alla prosecuzione del giudizio e dell'obbligo del giudice di pronunciare sul merito.
art. 93, comma 1, c.p.c.
Richiamato per il rimborso del contributo unificato in favore del difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere deve essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta un provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta dal ricorrente, facendo venir meno la posizione di contrasto e l'interesse alla decisione di merito.
- La tempestiva autotutela dell'amministrazione, unitamente alla complessità o stratificazione normativa della materia e al recente consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale, può giustificare la compensazione delle spese di lite, ferma restando la ripetizione del contributo unificato quando disposta dal giudice.
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