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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4892/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna il decreto della Corte d'Appello del 9/02/2022 che, confermando in parte il provvedimento del Tribunale di Salerno, ha disposto la confisca dell'auto funebre Maserati (immatricolata 2018, valore 159.454 euro) ritenendola nella disponibilità di Squecco Roberto. Mario Squecco ha dedotto che il mezzo era stato acquistato da lui nel 2019 con provvista lecita, documentando entrate derivanti da somme liquidate dall'ASL SA/3 a favore del nucleo familiare di Roberto per complessivi 118.661,42 €, e perciò ha contestato la qualificazione del bene come riconducibile a provento di attività illecite e la decisione di confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi non consentiti, conformemente alla richiesta del Procuratore Generale. Ha ritenuto che nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge (art. 10, comma 3, d.lgs. 159/2011) e non per una rinnovata valutazione dei fatti o una diversa lettura delle prove. Il giudice di appello aveva fornito dettagliate motivazioni (continuità tra le società, contiguità sedi, coincidenza temporale di cessazione e avvio, assenza di bilanci, partecipazione di Roberto con più della metà del capitale) idonee a ricollegare l'acquisto del mezzo alla sfera di disponibilità di Roberto. Il ricorso è stato dunque considerato come mera proposta di diversa valutazione probatoria, non di una violazione di legge; pertanto è stato dichiarato inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) ed e))

    Richiamate dal ricorrente per censurare la motivazione; la Corte osserva che, nel procedimento di prevenzione, i vizi di controversa valutazione delle prove o di apparente illogicità della motivazione non sono tipicamente deducibili in cassazione se non quando la motivazione sia inesistente o meramente apparente

  • d.lgs. 159/2011 (art. 10, comma 3 e art. 10, comma 2)

    Stabilisce che nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge; impone inoltre l'obbligo di motivazione del giudice d'appello, rilevante quando mancante o meramente apparente

  • legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (art. 4) e legge 31 maggio 1965, n. 575 (art. 3 ter)

    Norme richiamate a titolo storico e di continuità normativa: indicano il regime speciale di impugnabilità nei procedimenti di prevenzione e il perimetro del sindacato di legittimità

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali a seguito di dichiarazione di inammissibilità del ricorso

  • art. 606, comma terzo, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per dichiarare inammissibile il ricorso proposto per motivi non consentiti

Massime di principio

  • Nel procedimento di prevenzione la Corte di Cassazione interviene in via principale per violazioni di legge: non è sede ordinaria per rinnovare la valutazione della prova o proporre un'interpretazione alternativa dei fatti.
  • Per impugnare decisioni su beni (sequestro/confisca) è necessario dimostrare una specifica violazione normativa o che il giudice di merito abbia omesso del tutto di confrontarsi con un elemento decisivo; la mera contrapposizione di una diversa ricostruzione fattuale non è sufficiente in cassazione.
  • Se si vuole porre rimedio in cassazione a valutazioni probatorie, conviene documentare che la motivazione è inesistente o meramente apparente, ossia che il giudice non ha affrontato o ha ignorato elementi di prova potenzialmente decisivi singolarmente idonei a determinare l'esito opposto.
  • Quando si sostiene la lecita provenienza di risorse impiegate per l'acquisto di beni soggetti a confisca, occorre collegare in modo chiaro e documentato tali risorse all'acquisizione del bene e dimostrare che il giudice non ha valutato o ha travisato tali documenti in modo tale da costituire una violazione di legge.
  • In sede di appello è fondamentale contestare formalmente e con prove la ricostruzione degli elementi di collegamento (controllo societario, contiguità sede, tempistica, flussi finanziari) perché tali argomentazioni, se adeguatamente motivate dal giudice, chiudono la strada a un sindacato rinnovato in Cassazione.

Testo integrale

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