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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37664/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Venezia che aveva rigettato la richiesta di riesame (art. 309 c.p.p.) della misura cautelare in carcere applicata al Rudi per rapina pluriaggravata. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 273 c.p.p. (insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza) e manifesta illogicità della motivazione, poiché il Tribunale avrebbe escluso il riconoscimento fotografico e si sarebbe quindi basato su indizi insufficienti e temporalmente distanti: a) presenza su una Mercedes controllata il 9 luglio 2021 (un mese prima del fatto); b) associazioni tra utenze SIM (una italiana finale -089 rinvenuta nella Mercedes e l'utenza albanese intestata al Rudi) e lo stesso IMEI, ritenute incerte dall'indagato; c) rinvenimento in auto di un telefono precedentemente associato all'utenza albanese del Rudi. Inoltre il ricorrente sostiene che tabulati e associazioni IMEI/SIM non dimostrerebbero l'effettivo uso esclusivo da parte sua e che gli elementi sono ambigui e poco circostanziati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le censure che chiedevano una rivalutazione dei fatti e ha confermato che il Tribunale di Venezia ha adeguatamente motivato la sussistenza dei "gravi indizi" ai sensi dell'art. 273 c.p.p., valutando in modo coordinato i seguenti elementi: presenza del Rudi sulla Mercedes in data 9/7/2021; abbinamento dell'utenza italiana rinvenuta nella Mercedes allo stesso dispositivo (IMEI) al quale era stata associata l'utenza albanese del Rudi; riscontri dei tabulati che collocavano l'utenza nell'area del negozio a San Martino di Lupari e, la sera del 9/8/2021, nelle vicinanze dell'abitazione delle vittime; lo spegnimento dell'utenza albanese pochi giorni prima della rapina e l'uso successivo della sola utenza italiana; ritrovamento in auto di un telefono precedentemente abbinato all'utenza albanese del Rudi. La Corte ha ritenuto che, considerati sinotticamente e non frammentariamente, questi elementi raggiungono la soglia della qualificata probabilità richiesta per la misura cautelare. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.) e disposto l'invio della copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la richiesta di riesame delle misure cautelari; qui è il capo procedurale con cui era stato proposto il riesame passato in giudizio

  • art. 606, comma 1, lett. c) e lett. e) cod. proc. pen.

    Regole sulle censure ammissibili in cassazione: lett. c) per vizio di motivazione per violazione di legge (art. 273), lett. e) per manifesta illogicità della motivazione; la Corte ha applicato il limite di controllo di legittimità (verifica di violazione di norme o manifesta illogicità)

  • art. 273 cod. proc. pen.

    comma 1-bis richiamato nella motivazione

    Definisce i "gravi indizi di colpevolezza" necessari per misure cautelari: non richiede la stessa precisione richiesta per la decisione di merito (art. 192, comma 2), e va valutato in modo coordinato e sinottico. La Corte ha confermato che la valutazione aggregata di più indizi può raggiungere la soglia di qualificata probabilità

  • art. 192, comma 2 cod. proc. pen.

    Norma che richiede precisione e concordanza degli indizi per il giudizio di colpevolezza: la Corte ha ricordato che tale criterio non si applica pienamente al giudizio cautelare, più permissivo quanto alla valutazione degli indizi

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Dispositivo relativo alle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione): richiamato nel quadro giuridico che deve accompagnare la valutazione degli indizi

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata alla condanna del ricorrente

  • art. 94, comma 1-ter e comma 1-bis, disp. att. cod. proc. pen.

    Previsioni pratiche in caso di prosecuzione della detenzione: obbligo di trasmettere copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti connessi alla situazione del detenuto

Massime di principio

  • In sede di riesame e di controllo di legittimità la valutazione degli indizi deve essere sinottica: più elementi deboli o incerti, se coerenti e coordinati, possono raggiungere la soglia dei "gravi indizi" prevista dall'art. 273 c.p.p.
  • La Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione dei fatti o dell'attendibilità delle fonti; può annullare solo per violazione di legge o per manifesta illogicità della motivazione
  • Elementi tecnici come l'associazione SIM/IMEI, i tabulati di localizzazione e il ritrovamento di dispositivi possono assumere rilievo significativo se collegati tra loro e temporaneamente compatibili con la dinamica del reato
  • Il fatto che un singolo indizio sia temporalmente distante o interpretabile in modo alternativo non lo rende automaticamente inidoneo: occorre valutare se, congiunto ad altri elementi, contribuisce a formare una probabilità qualificata di responsabilità
  • Argomentazioni alternative generiche (per es. che un terzo avrebbe potuto usare il telefono) richiedono elementi concreti e specifici per scalfire la valutazione sinottica del giudice; mere congetture non incidono sulla sussistenza dei gravi indizi

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