Cassazione Penale, Ordinanza n. 14052/2025 del 09/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che le doglianze sulla dosimetria della pena fossero generiche e meramente assertive, e quindi non scrutinabili nel giudizio di legittimità. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
La Corte di appello aveva confermato la responsabilità penale dell'imputato per il reato di ricettazione. Il ricorso per cassazione è stato proposto avverso tale sentenza, ma il contenuto dei motivi, per come riportato nell'ordinanza, riguarda esclusivamente la dosimetria della pena: le censure sono descritte come generiche e assertive, e non idonee a trovare cittadinanza nel giudizio di legittimità. La decisione non consente di ricavare ulteriori specificazioni sui fatti storici contestati, oltre alla conferma della responsabilità per il reato ex art. 648 c.p.
Norme richiamate
art. 648 c.p.
Indica il reato oggetto della conferma di responsabilità in appello, ossia la ricettazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione, le censure sulla dosimetria della pena devono essere specifiche e corredate da una critica effettiva alla motivazione del giudice di merito; doglianze generiche o meramente assertive sono inammissibili.
- La Corte di cassazione non è sede per una rivalutazione ampia della congruità della pena quando il giudice di merito abbia motivato sul punto in modo non manifestamente illogico.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, nei casi previsti, della somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
Testo integrale
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