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Sentenza

Sentenza n. 6777/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione resistente in ordine al procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, previa formalizzazione della domanda in Ambasciata, con relativa condanna a provvedere entro 30 giorni e richiesta di nomina di commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202510179

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell’Ambasciata d’Italia in Islamabad sulla richiesta di appuntamento necessario alla formalizzazione della domanda di visto d’ingresso per motivi di studio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione diplomatico-consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto un’azione avverso il silenzio dell’amministrazione, chiedendo l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia relativa al procedimento unitario per il rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, previa formalizzazione della domanda presso l’Ambasciata, nonché la condanna dell’amministrazione a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta. Il giudice ha precisato che, in assenza di una domanda di visto formalmente presentata, non poteva configurarsi un silenzio sulla domanda di visto in senso proprio; l’oggetto effettivo del giudizio era invece il silenzio sulla richiesta di appuntamento propedeutico alla formalizzazione della domanda. Nel corso del giudizio il Ministero ha depositato documentazione dalla quale risultava che l’Ambasciata aveva convocato il ricorrente per il 30 ottobre 2025.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse. La convocazione del ricorrente da parte dell’Ambasciata ha fatto venir meno l’inerzia specificamente contestata, sicché non residuava un interesse concreto e attuale all’accertamento giudiziale dell’illegittimità del silenzio. Il giudice ha inoltre rilevato che la convocazione riguardava l’appuntamento necessario per formalizzare la domanda di visto, non costituendo ancora una decisione sul rilascio del visto stesso. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    L’azione avverso il silenzio presuppone un’inerzia dell’amministrazione rispetto a un obbligo di provvedere; quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione pone fine all’inerzia contestata, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione e il ricorso diviene improcedibile.

  • art. 73 c.p.a.

    Il giudice ha dato rituale avviso alle parti della possibile declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse.

Massime di principio

  • L’azione avverso il silenzio può riguardare soltanto l’inerzia relativa a una domanda formalmente presentata o a un’attività amministrativa per la quale sussista un obbligo di provvedere; prima della formalizzazione della domanda principale non è configurabile il silenzio dell’amministrazione su quella domanda.
  • Quando l’amministrazione, nel corso del giudizio avverso il silenzio, compie l’attività propedeutica richiesta dall’interessato e pone fine all’inerzia specificamente contestata, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse.
  • La convocazione dell’interessato per formalizzare una domanda amministrativa non equivale all’accoglimento della domanda sostanziale né alla definizione del relativo procedimento; essa elimina soltanto l’inerzia concernente la convocazione o l’avvio della formalizzazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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