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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5309/2022 del 15/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo riguardante la carta per l'accredito del reddito di cittadinanza e la somma di euro 18.550,41, ritenuta profitto del reato ex art. 7 d.l. n.4/2019. La difesa deduceva nullità procedurale ex art. 125, comma 3 c.p.p. e motivazione apparente, sostenendo che le vincite da gioco online (circa €61.926,42 nel 2017 e €37.422,87 nel 2018) non avrebbero costituito redditi effettivamente realizzati poiché accreditate su un conto di gioco tenuto per finalità ludiche, con saldo complessivo negativo e senza prelievi materiali, quindi non imponibili né rilevanti ai fini del reddito di cittadinanza.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere manifestamente infondato e meramente riepilogativo di questioni di merito già valutate dal giudice di merito. Ha ritenuto adeguata e non meramente apparente la motivazione del Tribunale del riesame che aveva riscontrato il fumus del reato ex art. 7 d.l. n.4/2019, valorizzando gli accertamenti della Guardia di Finanza sulle vincite accreditate sul conto di gioco; ha affermato che l'accredito sul conto costituisce acquisizione del diritto al corrispondente importo e che non è necessario il prelievo materiale per ritenere il reddito conseguito (possono essere destinate ad ulteriori giocate o a compensare perdite). Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e a versare €3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 7 d.l. 28 gennaio 2019, n. 4, conv. con modificazioni nella legge 28 marzo 2019, n. 26

    "salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio di cui all'articolo 3, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni"; "l'omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, ... è punita con la reclusione da uno a tre anni"

    La Corte conferma che le ipotesi previste sono reati di condotta e di pericolo volti a tutelare l'amministrazione e che si applicano anche indipendentemente dall'accertamento definitivo dell'effettiva sussistenza delle condizioni di ammissione al beneficio.

  • art. 67, comma 1, lett. d) TUIR

    Le vincite da giochi gestiti da concessionari/autorizzati rientrano tra i redditi diversi e sono rilevanti ai fini del calcolo del reddito imponibile e, per la Corte, ai fini del reddito di cittadinanza.

  • art. 69, comma 1 TUIR

    Richiamata per specificare il regime fiscale delle vincite, ossia tassazione a monte; pur non essendo dichiarate nel modello fiscale, sono comunque rilevanti per il reddito di cittadinanza.

  • art. 2, comma 6 d.l. n. 4/2019

    Stabilisce i criteri per la determinazione del valore del reddito familiare ai fini del reddito di cittadinanza, comprensivo di redditi soggetti a ritenuta o imposta sostitutiva.

  • art. 4, comma 2, D.P.C.M. n. 159 del 2013, lett. b)

    Indica quali redditi concorrano al calcolo del reddito familiare, ricomprendendo anche redditi soggetti a ritenuta a titolo d'imposta.

  • art. 125, comma 3 c.p.p.

    Norma invocata dalla difesa per dedurre nullità formale; la Corte ha ritenuto che non sussistesse nullità rilevante e che la motivazione del giudice fosse adeguata.

  • art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Riferimento al motivo di ricorso in cassazione dedotto dalla ricorrente (violazione di legge); la Corte ha ritenuto che la censura fosse, in realtà, un'esigenza di riesame del merito non ammessa in sede di legittimità.

  • art. 325 c.p.p.

    Richiamato per chiarire il limite del sindacato in Cassazione sulle ordinanze in materia di sequestro: ammessa in cassazione solo per violazione di legge o vizi gravi della motivazione.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna alle spese e per l'ammenda in favore della Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • In casi di richieste o percezione del reddito di cittadinanza, le vincite accreditate su conti di gioco online possono essere considerate reddito rilevante anche se non materialmente prelevate: l'accredito costituisce acquisizione del diritto alla somma.
  • La mancata indicazione di redditi o la omissione di informazioni dovute nelle istanze per il reddito di cittadinanza integra le fattispecie previste dall'art. 7 d.l. n.4/2019 indipendentemente dall'accertamento definitivo del superamento delle soglie reddituali.
  • Contestare in Cassazione la valutazione dei fatti (ad es. natura e funzionamento del conto gioco, saldo o assenza di prelievi) equivale a sollecitare un riesame del merito, che è precluso: in sede di legittimità occorre fondare il ricorso su violazioni di legge o vizi estremi della motivazione.
  • Per difendersi efficacemente in casi analoghi è utile produrre documentazione probatoria dettagliata (movimenti, prelievi, ricariche, saldi periodici) che dimostri l'assenza di disponibilità effettiva delle somme e la mancanza di acquisizione del diritto alle vincite.
  • Il giudice del riesame, nel confermare misure reali come il sequestro, deve rappresentare in modo puntuale la congruenza tra gli elementi accertati e l'ipotesi di reato; la motivazione è valutata in base a coerenza, completezza e ragionevolezza.

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