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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5297/2022 del 15/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: 1) indeterminatezza del capo di imputazione per il richiamo generico agli artt. 256, commi 1 e 2, d.lgs. n. 152/2006, senza specificare se i rifiuti fossero pericolosi o non pericolosi, con conseguente pregiudizio alla difesa e alla possibilità di proporre oblazione; 2) travisamento della prova e errata valutazione di dichiarazioni e documenti (registro di carico/scarico, visura camerale, deposizione dell'agente verbalizzante), con la censura che gli pneumatici erano depositati in vista di regolare smaltimento e quindi non costituivano illecito; 3) omissione di pronuncia sui benefici richiesti (sospensione condizionale della pena e non menzione), nonostante la domanda risultasse in udienza e la relativa documentazione (casellario) dimostrasse lo stato di incensuratezza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i primi due motivi ritenendoli infondati: l'imputazione era sufficientemente specifica (la tipologia "pneumatici fuori uso" consente di qualificare il rifiuto come speciale non pericoloso, codice CER 16.01.03) e la valutazione di merito sulla natura di rifiuto, sulle condizioni di deposito e sulla documentazione dimostrativa è fondata e insindacabile in sede di legittimità salvo casi di travisamento effettivo. Tuttavia il terzo motivo è stato accolto: la sentenza di merito ha omesso di pronunciarsi sulla richiesta della sospensione condizionale della pena e sulla non menzione; per tale omessa valutazione la Corte ha annullato la sentenza limitatamente all'applicabilità dei benefici di legge e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per nuovo esame su tali punti. Per il resto la condanna (responsabilità per il reato ex art. 256 d.lgs. 152/2006 e ammenda di Euro 15.000) è dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 256 (commi 1 e 2)

    Norma che sanziona la gestione illecita di rifiuti; la Corte ha ritenuto applicabile la fattispecie per lo stoccaggio non autorizzato di pneumatici fuori uso e ha indicato che la qualificazione come rifiuto non pericoloso è desumibile dalla tipologia (CER 16.01.03).

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 183

    Definisce nozioni quali "deposito temporaneo"; la Corte ha ricordato che i requisiti di quantità, qualità, tempo di giacenza, organizzazione tipologica e norme tecniche devono essere allegati/provati da chi invoca il deposito controllato/temporaneo.

  • cod. proc. pen., art. 606, comma 1, lett. e)

    Motivo di ricorso per cassazione per "travisamento della prova"; la Corte ha precisato i limiti di tale censura: è rilevante solo se il giudice di merito ha fondato la decisione su prove inesistenti o ha omesso la valutazione di una prova decisiva.

  • cod. proc. pen., art. 429

    Riferito dal ricorrente in relazione all'indeterminatezza dell'imputazione; la Corte ha ritenuto che la specificità della descrizione della condotta e gli atti del fascicolo colmano l'eventuale generico richiamo normativo.

  • cod. proc. pen., art. 552, comma 2

    Citato dal ricorrente in tema di formulazione del capo di imputazione; la Corte ha comunque ritenuto che la contestazione fosse sufficientemente specifica.

  • cod. proc. pen., art. 624

    Norma richiamata per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza nel resto, cioè in ordine all'affermazione della responsabilità penale dell'imputato.

  • cod. proc. pen., art. 620, comma 1, lett. i)

    Norma rilevante nella disamina sulla possibilità di annullamento senza rinvio per omessa pronuncia sui benefici; la Corte ha effettuato la valutazione se il rinvio fosse necessario e ha ritenuto necessario rimandare.

  • cod. pen., art. 164

    Disciplina la sospensione condizionale della pena; la Corte evidenzia che il giudice di merito deve motivare la valutazione prognostica (assenza di rischio di recidiva) quando l'imputato richiede il beneficio.

  • cod. pen., art. 133

    Richiamato nei criteri di valutazione delle circostanze ai fini della prognosi per la sospensione condizionale; la Corte segnala che la valutazione è discrezionale e deve risultare motivata.

Massime di principio

  • La specificità dell'imputazione non dipende solo dal richiamo testuale alla norma ma anche dalla descrizione della condotta e dagli atti di fascicolo: una indicazione chiara della tipologia del rifiuto può essere sufficiente a superare contestazioni di indeterminatezza.
  • La Corte di Cassazione non riconsidera il merito delle valutazioni probatorie: il travisamento della prova è sindacabile solo se il giudice di merito ha fondato la decisione su fatti o prove inesistenti o ha omesso la valutazione di una prova decisiva.
  • Chi invoca la qualificazione di "deposito temporaneo", "deposito preliminare" o "messa in riserva" per rifiuti (es. pneumatici usati) ha l'onere di fornire elementi e prove concretamente idonei a dimostrare il rispetto dei requisiti normativi; altrimenti lo stoccaggio può integrare il reato di gestione illecita.
  • Se l'imputato richiede la sospensione condizionale della pena o la non menzione, il giudice di merito è tenuto a esprimersi motivatamente; l'omessa decisione su tali richieste comporta annullamento parziale e, a seconda dei casi, rinvio per nuovo esame o annullamento senza rinvio se la Corte ritiene di poter decidere sulla base degli elementi già acquisiti.
  • La qualificazione dei pneumatici come rifiuto pericoloso o non pericoloso può essere desunta dalla tipologia e dalle classificazioni (CER); la natura non pericolosa influenza la quantificazione della pena (es. sola ammenda).

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