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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18486/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro la condanna per oltraggio a magistrato in udienza. Il ricorrente ha impugnato la sentenza con quattro motivi: 1) violazione di norme processuali a pena di nullita per mancato espletamento dell'interrogatorio richiesto dopo l'avviso di conclusione delle indagini; 2) vizio di diritto per aver applicato l'art. 343 cod. pen. ritenendo che l'offesa sia stata rivolta 'in udienza' nonostante la trattazione del procedimento fosse gia conclusa; 3) manifesta illogicita della motivazione nella parte in cui e stata esclusa la particolare tenuita del fatto; 4) violazione di legge circa il riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 343, comma 2, cod. pen., sostenendo che le offese erano generiche e non attribuivano un fatto determinato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi infondati nel merito, ma ha constatato l'intervenuta prescrizione del reato commesso il 25/9/2013. In diritto la Corte ha interpretato il termine 'in udienza' in senso sostanziale includendo anche le fasi immediatamente successive alla celebrazione del processo quando il magistrato e presente nel luogo deputato all'attivita giurisdizionale, quindi ha ritenuto corretta la qualificazione del fatto come oltraggio in udienza. Tuttavia, essendo intervenuta la prescrizione e prevalendo la causa estintiva sulle nullita processuali ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen., la sentenza impugnata e stata annullata senza rinvio per estinzione del reato. Il Pubblico Ministero aveva chiesto annullamento con rinvio limitatamente alla determinazione della pena pecuniaria, ma la decisione e stata di non rinvio per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 343 cod. pen.

    La nozione di 'in udienza' va intesa in senso sostanziale: comprende le fasi preparatorie e le fasi immediatamente successive alla celebrazione quando il magistrato si trova nel contesto deputato all'esercizio della funzione giurisdizionale; rileva il dato fattuale della presenza del giudice nell'ambito dell'attivita giurisdizionale piuttosto che un'accezione meramente processuale

  • art. 343 comma 2 cod. pen.

    L'aggravante richiede l'attribuzione di un fatto determinato; se le offese sono puramente generiche puo essere contestata l'applicazione dell'aggravante

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Nel giudizio di cassazione la declaratoria di cause estintive del reato (es. prescrizione) prevale sulla declaratoria di nullita processuali assolute e insanabili; pertanto va data priorita alla causa di non punibilita

Massime di principio

  • Il termine 'in udienza' deve essere interpretato in senso funzionale: il magistrato e considerato 'in udienza' anche nelle fasi preliminari o immediatamente successive se permane il rapporto di continuita funzionale con l'attivita giudiziaria
  • La prescrizione del reato puo portare all'annullamento della sentenza anche se il ricorso e infondato nel merito; verificare sempre i termini di prescrizione e le sospensioni intervenute
  • Quando concorrano una causa estintiva del reato e una nullita assoluta, il giudice di cassazione deve dar prevalenza alla causa estintiva ai sensi dell'art. 129 c.p.p.; cio significa che l'omissione di un atto processuale puo essere superata dalla declaratoria di estinzione
  • L'omissione dell'interrogatorio richiesto e una questione da tutelare in sede processuale, ma la sua incidenza puo risultare assorbita se sussiste una causa estintiva; nondimeno va sempre tempestivamente dedotta e documentata
  • Per il riconoscimento dell'aggravante e necessario che le espressioni offensive attribuiscano un fatto determinato: offese generiche possono non soddisfare il requisito
  • La valutazione della particolare tenuita del fatto richiede motivazione adeguata; se esclusa, la decisione deve contenere argomentazioni specifiche sul perche non ricorrano i presupposti

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