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Ordinanza

Ordinanza n. 4336/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del diniego del visto per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202605420

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato, chiedendo in via incidentale la sospensione dell'efficacia del provvedimento. Il testo non specifica i singoli motivi di ricorso, ma la contestazione riguarda la valutazione compiuta dalla sede diplomatica nell'esercizio del potere discrezionale in materia di rilascio del visto. Il giudice ha esaminato, in sede cautelare, la coerenza della valutazione amministrativa con i presupposti di fatto risultanti dagli atti e, in particolare, dal contenuto dell'intervista svolta presso la sede diplomatica.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto che la valutazione effettuata dalla sede diplomatica nell'esercizio del potere discrezionale in materia di visto fosse coerente con i presupposti di fatto emergenti dagli atti e dall'intervista, nonché non manifestamente illogica o irragionevole. Non è stata quindi ritenuta sussistente, allo stato della cognizione cautelare, una ragione sufficiente per sospendere l'efficacia del diniego. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti e le regole delle misure cautelari nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è stata richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono state richiamate, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di un visto per lavoro subordinato non deve essere sospeso quando la valutazione discrezionale della sede diplomatica risulta coerente con i presupposti di fatto emergenti dagli atti e dall'intervista svolta con l'interessato e non appare manifestamente illogica o irragionevole.
  • Il sindacato cautelare sulla valutazione discrezionale dell'autorità diplomatica in materia di visti si arresta, allo stato degli atti, quando non emergano profili di manifesta illogicità o irragionevolezza.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelare

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