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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15536/2025 del 18/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione penitenziaria)

La controversia

Il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato il reclamo contro il decreto ministeriale di proroga del regime detentivo speciale di cui all'art. 41-bis ord. pen. Il difensore del detenuto ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge per motivazione meramente apparente, in particolare con riferimento alla ritenuta persistente capacità del condannato di mantenere contatti con l'organizzazione criminale di riferimento. La Corte ha valutato la motivazione del provvedimento impugnato alla luce dei dati richiamati dal Tribunale: spessore criminale del ricorrente, ruolo apicale nel clan familiare, persistenza della vitalità della cosca, ruolo di collegamento esterno della moglie e condotta intramuraria con plurimi rapporti disciplinari. La censura è stata ritenuta, inoltre, impropriamente costruita come denuncia di vizi motivazionali non deducibili in cassazione in questa sede.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, ai fini della proroga del regime differenziato, non sia necessaria la prova certa dei collegamenti con l'associazione criminale, essendo sufficiente che tali collegamenti possano essere ragionevolmente ritenuti probabili sulla base degli elementi acquisiti. Il Tribunale di sorveglianza aveva fornito una motivazione sufficiente e non meramente apparente, richiamando una pluralità di elementi concreti e attuali. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 41-bis ord. pen.

    41 bis I. 26 luglio 1975, n. 354 (Ord. pen.)

    La proroga del regime detentivo differenziato richiede la verifica della perdurante sussistenza di collegamenti con l'associazione criminale; tale collegamento può essere ritenuto sulla base di una probabilità ragionevole ricavata dagli elementi conoscitivi acquisiti.

  • art. 616 c.p.p.

    ai sensi dell'art.616 cod. proc. pen.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nella valutazione della proroga del regime detentivo differenziato ex art. 41-bis ord. pen. non occorre una prova certa della perdurante operatività dei collegamenti con l'associazione criminale, essendo sufficiente una loro ragionevole probabilità fondata su elementi concreti e attuali.
  • La motivazione del provvedimento che conferma la proroga del 41-bis è adeguata quando valorizza un complesso di indici sintomatici convergenti, quali il profilo criminale del detenuto, il ruolo apicale nell'organizzazione, la vitalità del sodalizio, i collegamenti esterni tramite terzi e la condotta intramuraria.
  • In sede di legittimità, la censura che si traduca in una mera critica ai vizi motivazionali non deducibili non può condurre all'accoglimento del ricorso quando la decisione impugnata presenti una motivazione sufficiente e non apparente.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in assenza di cause di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieReati ostativiImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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