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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35950/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto del 12/07/2021 con cui il Tribunale di Salerno, in esecuzione della sentenza di annullamento con rinvio della Corte di Cassazione (Sesta Sezione, 05/05/2021), ha rideterminato le competenze spettanti ad Andrea De Donato per le prestazioni professionali rese in favore della curatela del fallimento dell'Hotel Bristol S.r.l., coinvolta nella successiva procedura di prevenzione. Il ricorrente deduceva: 1) erronea applicazione della legge nella quantificazione delle competenze professionali (liquidazione nei minimi anziché nei medi); 2) mancata osservanza del principio di diritto enunciato dalla Sesta Sezione nella sentenza rescindente (in particolare riguardo ai criteri di liquidazione e alla necessità di motivazione conforme alla normativa sulle tariffe forensi); 3) manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione, con riferimento anche al trattamento del rimborso forfettario delle spese generali (15%).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame, nel giudizio di rinvio, abbia valutato analiticamente le attività svolte dal ricorrente (numero e complessità delle questioni, impegno, udienze, contenuto delle comparse conclusionali) e abbia motivato la determinazione delle somme entro i limiti della discrezionalità riconosciuta, attenendosi al perimetro definito dalla sentenza rescindente. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della valutazione circa la non particolare complessità delle questioni e ha escluso che il Tribunale abbia omesso di tener conto dei criteri delle tariffe forensi in termini tali da integrare un vizio di diritto censurabile in cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per colpa nella proposizione del ricorso (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 59

    Stabilisce che, nei procedimenti di prevenzione patrimoniale, il ricorso per cassazione contro i provvedimenti sullo stato passivo può essere proposto per i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.; perciò in tale materia non operano le limitazioni di cui agli artt. 10 e 27 del medesimo d.lgs.

  • codice di procedura penale, art. 606

    Indica i motivi di impugnazione in cassazione (violazione di legge, vizio di motivazione, incompetenza, nullità etc.), rilevante perché costituisce il catalogo dei vizi deducibili nel ricorso avverso le decisioni sullo stato passivo nelle misure di prevenzione.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di reiezione/inammissibilità e autorizza l'applicazione di sanzioni pecuniarie (es. verso la Cassa delle ammende) se la proposizione del ricorso ha determinato l'inammissibilità per colpa.

  • Tariffe forensi / normativa sulla liquidazione dei compensi forensi

    Principi di riferimento per la quantificazione dei compensi dell'avvocato: il giudice che liquida le competenze deve motivare la congruità della somma in relazione al numero e all'importanza delle questioni trattate, alla tipologia ed entità delle prestazioni, tenendo conto dei limiti minimi e massimi stabiliti dalla tariffa.

  • Giurisprudenza (Sez. 1 civ., n. 15724 del 11/06/2019)

    la prededucibilità costituisce solo una causa di precedenza processuale ... "viene accordata al credito non sempre e comunque, ma all'interno dell'ambito processuale in cui lo stesso ha avuto origine e a condizione che in quell'ambito si rimanga"

    La prededucibilità non ha natura sostanziale come il privilegio, ma costituisce un ordine di prelazione processuale limitato all'ambito procedurale in cui il credito ha avuto origine; ciò limita l'ambito di applicazione del riconoscimento della prelazione nell'ambito delle misure di prevenzione.

  • Giurisprudenza (Sez. 1, n. 27629 del 05/06/2012, Ciciliano e Sez. 1, n. 13693 del 30/05/2018)

    Richiamate per il principio che il giudice, pur avendo potere discrezionale nella liquidazione dei compensi in contesti penali o di misure, ha il dovere di giustificare adeguatamente la congruità delle somme rispetto ai criteri tariffari e che il rimborso forfettario delle spese generali compete ex lege al difensore.

Massime di principio

  • In procedimenti di prevenzione la prededucibilità dei crediti ha natura processuale e vale solo nell'ambito in cui il credito ha avuto origine; non può essere automaticamente estesa oltre tale ambito.
  • Il giudice che liquida le competenze professionali in sede di misure di prevenzione può esercitare discrezionalità ma deve motivare adeguatamente la determinazione delle somme, richiamando i criteri fissati dalle tariffe forensi (numero e importanza delle questioni, tipo ed entità delle prestazioni, limiti minimi e massimi).
  • Il rimborso forfettario delle spese generali (15% secondo la prassi richiamata) costituisce una componente automatica delle spese di difesa e deve essere trattato esplicitamente: non può essere considerato implicitamente "assorbito" senza chiara motivazione.
  • La Corte di Cassazione in materia di misure di prevenzione può esaminare, ai sensi dell'art. 59 d.lgs. 159/2011, tutti i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.; tuttavia la valutazione di merito (es. complessità dell'attività, numero di udienze) rimane riservata al giudice del merito e la cassazione non sostituisce il sindacato su tali profili se non per vizi di motivazione o di legge.
  • Le nuove memorie o istanze non possono ampliare il perimetro di cognizione fissato da una sentenza rescindente: il giudice del rinvio deve attenersi al quesito rimesso dalla Corte e non può essere chiamato a valutare questioni oltre il mandato di rinvio.

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