Sentenza n. 136/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l'ottemperanza della sentenza n. 45/2024, emessa nel giudizio R.G. n. 541/2022 del Tribunale di Sulmona Sezione Lavoro, pubblicata in data 06.05.2024, notificata il 08.05.2024 e passata in giudicato, con cui il Tribunale del Lavoro condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione della parte ricorrente, mediante accredito della Retribuzione Professionale Docente pari ad euro 985,73 maggiorati di interessi legali come da sentenza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 45/2024 del Tribunale di Sulmona, Sezione Lavoro, recante condanna al pagamento di euro 985,73 per Retribuzione Professionale Docente, oltre interessi legali
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 45/2024 del Tribunale di Sulmona, pubblicata il 6 maggio 2024, notificata l'8 maggio 2024 e passata in giudicato. La sentenza del giudice ordinario aveva riconosciuto il diritto della docente alla corresponsione della Retribuzione Professionale Docente e aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento di euro 985,73, oltre interessi legali. Nonostante la notifica della sentenza con formula esecutiva, il Ministero non aveva adempiuto. La ricorrente ha quindi dedotto l'inadempimento dell'amministrazione all'obbligo di conformarsi al giudicato e ha domandato l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Sulmona entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza. Il giudice ha ritenuto applicabile l'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., che consente l'azione di ottemperanza per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, limitatamente all'adempimento dell'obbligo dell'amministrazione di conformarsi al giudicato. Per l'eventuale ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega, stabilendo che provveda in via sostitutiva entro ulteriori sessanta giorni dalla comunicazione dell'inadempimento effettuata dalla ricorrente. Il commissario opererà senza compenso. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali, liquidate in euro 800,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari, tenuto conto del carattere seriale della controversia.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato
L'azione di ottemperanza è esperibile per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, dell'obbligo di conformarsi al giudicato.
art. 91 c.p.c.
È richiamato quale fondamento della condanna del Ministero alle spese processuali, liquidate tenendo conto del carattere seriale della controversia e distratte in favore dei difensori antistatari.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga a una pubblica amministrazione un obbligo di pagamento o altro obbligo conformativo.
- Accertato l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un giudicato, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione integrale della pronuncia entro un termine assegnato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, incaricandolo di provvedere in via sostitutiva entro un termine ulteriore qualora l'amministrazione rimanga inadempiente.
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