Sentenza n. 4911/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'ottemperanza della sentenza n. 705/2026 emessa dal T.A.R. del 02.02.2026.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata riedizione del potere amministrativo dopo l'annullamento del diniego della domanda di emersione
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
La controversia
Il ricorrente aveva ottenuto, con la sentenza n. 705 del 2 febbraio 2026, l'annullamento del decreto di rigetto della domanda di emersione adottato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Napoli. L'annullamento era stato disposto per carenza di istruttoria, poiché in sede procedimentale erano stati allegati e comprovati ulteriori flussi reddituali relativi al 2019, idonei a dimostrare l'adeguatezza della situazione economica del datore di lavoro e la sua capacità di assumere il lavoratore. Poiché l'amministrazione non aveva inizialmente provveduto alla riedizione del potere in conformità all'effetto conformativo della sentenza, il ricorrente proponeva azione di ottemperanza. Nel corso del giudizio il Ministero deduceva di avere convocato datore di lavoro e lavoratore per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, prodromico alla richiesta del permesso di soggiorno.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Ha ritenuto che, nelle controversie di ottemperanza conseguenti all'annullamento di un provvedimento, l'emanazione di un provvedimento espresso costituisca riedizione del potere e soddisfi l'interesse azionato. Nel caso concreto, anche la convocazione delle parti per la sottoscrizione del contratto di soggiorno è stata ritenuta, di per sé, manifestazione di volontà provvedimentale idonea a chiudere la fattispecie procedimentale per la cui definizione il ricorrente aveva agito. Le spese di lite sono state compensate in ragione delle peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
emanazione di un provvedimento espresso che concreta il riesercizio del potere amministrativo naturalmente discendente da una pronunzia di annullamento della specie di quella che ne occupa, determina in ogni caso il soddisfacimento, per fatto dell’Amministrazione, dell’interesse azionato con la domanda giudiziale di ottemperanza
La sopravvenuta riedizione del potere amministrativo, anche mediante la convocazione delle parti per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, soddisfa l'interesse alla definizione del procedimento e determina la cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Nell'azione di ottemperanza conseguente all'annullamento di un provvedimento, la riedizione del potere amministrativo in forma espressa può determinare la cessazione della materia del contendere quando soddisfa l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente.
- La convocazione degli interessati per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, quale atto prodromico alla richiesta del permesso di soggiorno, può costituire manifestazione di volontà provvedimentale idonea a chiudere la fattispecie procedimentale oggetto dell'ottemperanza.
- Ai fini della cessazione della materia del contendere nell'ottemperanza, è sufficiente che l'amministrazione, in esecuzione della sentenza di annullamento, adotti una condotta o un atto idoneo a soddisfare concretamente l'interesse azionato.
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