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Sentenza

Sentenza del 16/01/2020 n. 491 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Massima n. 103/2020 ATTI TRIBUTARI - MOTIVAZIONE - Obbligo - Motivazione per relationem - Ammissibilità - Condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento per l'anno 2013: l'Ufficio, sulla base di PVC della Guardia di Finanza, ha accertato un maggior reddito d'impresa mediante accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) d.p.r. n. 600/1973 (per presunta applicazione di percentuali di ricarico inadeguate) e ha contestato la detrazione integrale dell'IVA sugli acquisti ritenendo dovuto il calcolo in pro rata ai sensi dell'art. 19-bis d.p.r. n. 633/1972. La società ha dedotto: difetto di motivazione dell'avviso perché richiamava il PVC "per relationem", mancanza delle presunzioni gravi, precise e concordanti per l'accertamento induttivo, e la correttezza delle percentuali di ricarico e della detrazione IVA.

La decisione

La Corte d'appello ha riformato parzialmente la sentenza di primo grado: ha ritenuto legittima la motivazione per relationem perché il PVC era riportato nell'avviso e/o noto al contribuente (redatto in presenza del legale rappresentante). Sul merito, ha dichiarato illegittimo l'accertamento del maggior reddito perché le differenze nelle percentuali di ricarico non costituivano indizi "gravi, precisi e concordanti" né era provata l'antieconomicità della contabilità formalmente regolare; ha invece ritenuto legittima la contestazione relativa alla detrazione IVA (obbligo del calcolo pro rata) poiché la violazione è stata specificamente dedotta e documentata dall'Ufficio e la contribuente non ha fornito una prova adeguata in senso contrario. Le spese di lite sono compensate per reciproca soccombenza e per la peculiare opinabilità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 7 legge 27 luglio 2000 n. 212 (statuto del contribuente)

    Consente che l'obbligo di motivazione degli atti tributari sia assolto "per relationem" mediante richiamo ad altri atti/documenti, a condizione che siano allegati o che se ne riproduca il contenuto essenziale o che siano già conosciuti dal contribuente.

  • art. 39 comma 1 lett. d) d.P.R. n. 600/1973

    Autorizza l'accertamento analitico-induttivo anche in presenza di contabilità formalmente regolare, ma solo se fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti; l'onere probatorio spetta poi al contribuente per dimostrare la correttezza delle dichiarazioni.

  • art. 19-bis d.P.R. n. 633/1972

    Regola la detrazione dell'IVA per soggetti che effettuano operazioni imponibili ed esenti: in presenza di operazioni miste è necessario il calcolo del pro rata e non è ammessa la detrazione integrale se non documentalmente giustificata.

  • art. 3 L. 54 (richiamato) / d.P.R. n. 633/1972 (commi 2 e 3)

    Richiamato nel contesto della possibilità di desumere incongruenze tra ricavi dichiarati e quelli desumibili dalle condizioni di esercizio dell'attività; conferma i limiti e i presupposti per il ricorso a presunzioni fiscali.

Massime di principio

  • La motivazione per relationem è valida se il documento richiamato è allegato all'atto, se l'atto ne riproduce il contenuto essenziale (oggetto, destinatari, contenuto) o se il documento è già conosciuto dal contribuente (es. PVC redatto in presenza del legale rappresentante).
  • Per legittimare un accertamento analitico-induttivo ex art. 39 DPR 600/73, le incongruenze devono costituire presunzioni "gravi, precise e concordanti"; mere differenze rispetto a percentuali medie di settore, prive di prova dell'antieconomicità della gestione, sono insufficienti.
  • Se la contabilità è formalmente regolare, l'Amministrazione deve dimostrare non solo scostamenti medi rispetto al settore, ma elementi idonei a provare l'intrinseca inattendibilità dei documenti contabili.
  • In materia di IVA per operatori con operazioni imponibili ed esenti, l'obbligo del calcolo pro rata è stringente: la deduzione integrale dell'IVA sugli acquisti può essere disconosciuta se non adeguatamente dimostrata la sussistenza dei presupposti per la piena detrazione.
  • La prova contraria grava sul contribuente una volta che l'Amministrazione abbia posto elementi di fatto o presuntivi a supporto dell'accertamento; tuttavia tali elementi devono rispettare i requisiti di gravità, precisione e concordanza.

Testo integrale

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