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Sentenza

Sentenza n. 853/2026 - Catania, Sezione 4

per l'annullamento dell'ordinanza dirigenziale Comune di -OMISSIS-, -OMISSIS- 7 marzo 2024, n. -OMISSIS-, notificata in data 8 marzo 2024, e di tutti gli atti presupposti e/o connessi, compreso ove occorra il verbale di PM 21 febbraio 2024, prot. n. -OMISSIS-, non conosciuto, ma citato nel testo del provvedimento.

Giustizia amministrativa202400853

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale comunale del 7 marzo 2024 che ingiungeva la demolizione di fabbricati realizzati in difformità dal permesso di costruire n. 30/2021, nonché gli atti presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e gli atti presupposti, deducendo i vizi riportati nel ricorso, non specificati nella sentenza. Nel corso del giudizio ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, rappresentando che il permesso di costruire n. 30/2021 era stato annullato d'ufficio, che era stata adottata una nuova ordinanza di demolizione e che tali atti erano stati impugnati in altro giudizio, definito con accoglimento da parte della stessa Sezione. Il soggetto intervenuto ad opponendum ha sostenuto che l'ordinanza originariamente impugnata conservasse efficacia e si fondasse su presupposti autonomi rispetto agli atti oggetto dell'altro giudizio, chiedendo il rigetto del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che nel processo amministrativo viga la piena disponibilità dell'interesse a ricorrere: fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, il ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione. Tale dichiarazione impone al giudice di prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e di dichiarare l'improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le contestazioni dell'interveniente non hanno impedito la declaratoria processuale. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della natura in rito della decisione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del gravame per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento, senza una specifica applicazione motivata ulteriore rispetto alla definizione processuale della controversia.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo il ricorrente dispone dell'interesse a ricorrere e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione.
  • La dichiarazione espressa del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza procedere all'esame del merito.
  • La natura processuale della decisione per sopravvenuto difetto di interesse può giustificare la compensazione delle spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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