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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45855/2024 del 13/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la decisione che disponeva la consegna alla Francia ai fini dell'esecuzione di una pena per reati di stupefacenti, deducendo principalmente la violazione del diritto alla difesa e al giusto processo: sosteneva di essere stato processato in contumacia nel procedimento francese senza essere stato regolarmente citato, senza assistenza di difensore e con un imputazione generica priva di indicazione di quantitativi di sostanza; in via subordinata denunciava il rischio di trattamenti penitenziari inumani o degradanti nelle carceri francesi, avvalorando la tesi con articoli di stampa

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi alla luce dell'interpretazione offerta dalla Corte di giustizia UE (causa C-504/24 PPU): l'art. 4-bis della decisione quadro 2002/584, letto alla luce dell'art. 6 TUE e degli artt. 47 e 48(2) della Carta, non osta a che la consegna avvenga anche se la condanna è stata pronunciata nei confronti di un imputato assente e non assistito, qualora siano soddisfatte le condizioni previste dalla decisione quadro; non è consentito allo Stato di esecuzione imporre standard nazionali di tutela più elevati che compromettano l'uniformità del diritto dell'Unione; la prova del rischio di trattamenti inumani era generica e basata su articoli di stampa non idonei a dimostrare un pericolo concreto; pertanto la consegna può essere concessa e il ricorso è stato respinto con condanna alle spese

Norme richiamate

  • legge n. 69 del 2005, art. 2

    Non può essere usata per giustificare un rifiuto di consegna quando ciò implicherebbe sostituire gli standard di tutela dei diritti fondamentali fissati dal diritto dell'Unione con standard puramente nazionali; l'autorità italiana non può rifiutare la consegna al di fuori dei casi tassativi previsti dalla decisione quadro

  • Decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio (mandato d'arresto europeo) e decisione quadro 2009/299/GAI (art. 4-bis)

    l'articolo 4-bis, paragrafo 1, lettera d), della decisione quadro 2002/584 non può essere interpretato nel senso che l'autorità giudiziaria dell'esecuzione possa rifiutare l'esecuzione di un mandato d'arresto europeo per il motivo che l'interessato non è stato rappresentato da un difensore da esso designato o nominato d'ufficio nel processo terminato con la decisione

    Secondo la Corte di giustizia e richiamato dalla Cassazione, art. 4-bis non impedisce la consegna quando la condanna è stata pronunciata in assenza e senza difensore, purché siano soddisfatte le condizioni tassative previste dalla disposizione

  • Trattato sull'Unione europea, art. 6

    Rilevanza nell'individuare i principi generali e i diritti fondamentali riconosciuti dall'Unione che informano l'interpretazione della decisione quadro; la Corte di giustizia ha interpretato art. 4-bis alla luce di art. 6 TUE

  • Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, artt. 47 e 48(2)

    Articoli richiamati per valutare il livello di tutela del diritto di difesa e del ricorso effettivo; la loro lettura insieme all'art. 6 TUE ha portato la CGUE a ritenere compatibile l'esecuzione dell'EAW nelle ipotesi di contumacia non assistita se le condizioni di art. 4-bis sono soddisfatte

  • Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, art. 267

    Base giuridica del rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia; la Corte di cassazione aveva proposto questioni che la CGUE ha poi affrontato nella causa C-504/24 PPU

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6

    Invocata dalla difesa come parametro sovraordinato, ma la Cassazione ha ritenuto che l'interpretazione e il bilanciamento dei diritti in materia di mandato d'arresto europeo siano rimessi al diritto dell'Unione e alla giurisprudenza della CGUE, salvo la verifica di fattispecie estreme

  • Costituzione italiana, artt. 11 e 111

    Richiamati dalla difesa per sostenere la prevalenza dei diritti costituzionali; la Corte ha però richiamato la giurisprudenza costituzionale che limita la possibilità di applicare standard nazionali divergenti in settori di integrale armonizzazione europea come il mandato d'arresto

Massime di principio

  • Se la consegna è richiesta per l'esecuzione di una sentenza divenuta esecutiva, lo Stato di esecuzione non può rifiutare automaticamente la consegna sulla base di standard nazionali di tutela dei diritti fondamentali diversi da quelli fissati dal diritto dell'Unione
  • La pronuncia di condanna in contumacia e l'assenza di difensore nello Stato di emissione non costituiscono di per sé motivo valido di rifiuto della consegna quando sono soddisfatte le condizioni previste dall'art. 4-bis della decisione quadro sul mandato d'arresto europeo, così come interpretato dalla Corte di giustizia
  • Le contestazioni sul rischio di trattamenti inumani o degradanti nello Stato richiedente richiedono prove concrete, specifiche, aggiornate e tratte da fonti istituzionali o qualificate; articoli di stampa generici non sono generalmente sufficienti
  • L'autorità giudiziaria di esecuzione non è tenuta a sindacare i presupposti di esecutività della sentenza nella legislazione dello Stato emittente quando quest'ultima ha dichiarato la sentenza esecutiva secondo le sue norme interne
  • In materia di mandato d'arresto europeo prevale il principio di fiducia e riconoscimento reciproco tra Stati membri; eccezioni al trasferimento sono costruite in modo restrittivo e tassativo

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