Cassazione Penale, Sentenza n. 21858/2024 del 31/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per furto, deducendo un unico motivo di vizio di applicazione della legge penale: sostiene che il fatto fosse da qualificare come furto tentato e non consumato, perché l'azione si sarebbe svolta sotto l'osservazione degli agenti di polizia che avevano notato il comportamento sospetto degli imputati prima che questi perfezionassero il reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo perché la Corte territoriale ha correttamente valutato che il reato si era consumato: gli autori avevano acquisito la piena disponibilità del portafoglio (passato di mano tra i complici), erano scesi dal treno della vittima e avevano potuto disporre anche del contenuto (estrazione delle banconote), dunque il possesso autonomo e reale della res si era concretamente verificato prima dell'arresto. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Sez. 5, Sentenza n. 48880 del 17/09/2018, Rv. 274016
Principio secondo cui il furto si considera consumato se l'imputato consegue, anche per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva; l'osservazione a distanza della polizia non trasforma automaticamente la fattispecie in tentativo
Sez. 5, Sentenza n. 26749 del 11/04/2016, Ouerghi, Rv. 267266
Conferma che l'osservazione degli agenti non è di per sé ostativa alla consumazione se il reo consegue autonomo possesso della cosa sottratta
Massime di principio
- La distinzione tra furto consumato e tentato si basa sul conseguimento da parte dell'autore della piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta: se questa si verifica, anche per breve tempo, il reato è consumato.
- La presenza o l'osservazione preventiva da parte di agenti di polizia non determina automaticamente la qualificazione come tentativo: rileva se e quando l'interferenza ha impedito l'effettivo e autonomo possesso della res.
- Passaggi materiale della refurtiva tra complici, l'allontanamento dagli ambienti della vittima e la possibilità di disporre del contenuto (es. estrarre banconote) sono indici forti di consumazione.
- Per sostenere una tesi di tentativo è necessario dimostrare che il possesso autonomo non si è mai realizzato, ad esempio documentando un intervento che ha impedito l'impossessamento definitivo prima che la res fosse resa disponibile all'autore.
- In fase difensiva conviene concentrare le contestazioni su tempi e modalità del conseguimento della disponibilità della cosa, sul momento preciso dell'intervento delle forze dell'ordine e su elementi probatori (videoregistrazioni, dichiarazioni, catena di possesso) che possano dimostrare l'assenza di autonomo possesso.
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