Cassazione Civile, Ordinanza n. 10965/2024 del 23/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto l'istanza di correzione dell'errore materiale, rilevando che il provvedimento era effettivamente affetto dagli errori indicati. Ha quindi disposto che il dispositivo dell'ordinanza n. 18600/2023 fosse corretto nel senso di leggere "n. 3735/2022" al posto di "n. 3753/2022" e "7/02/2022" al posto di "7/02/2021". Ha inoltre precisato che non vi era luogo a provvedere sulle spese del procedimento di correzione.
Esito
Favorevole al ricorrente (società)
La controversia
La società ha proposto istanza di correzione di errore materiale avverso un'ordinanza della Corte di cassazione già depositata, deducendo che nel dispositivo vi erano due meri errori di trascrizione: era stato indicato il numero di un'ordinanza diversa (3753/2022 anziché 3735/2022) e una data di deposito errata (7/02/2021 anziché 7/02/2022). Il procedimento riguardava quindi esclusivamente la rettifica formale del provvedimento, senza contestazione del merito della decisione originaria.
Norme richiamate
art. 391-bis c.p.c.
È richiamato come base normativa del procedimento di correzione dell'errore materiale nelle decisioni della Corte di cassazione.
Cass. n. 12184 del 2020
È richiamata per affermare che nel procedimento di correzione di errore materiale non vi è luogo a provvedere sulle spese.
Massime di principio
- L'errore materiale in un provvedimento giudiziario può essere corretto quando risulti dal testo e consista in meri refusi o inesattezze di trascrizione, senza incidere sul contenuto decisorio sostanziale.
- Nel procedimento di correzione dell'errore materiale della Corte di cassazione, una volta accertata la sussistenza dell'errore, la Corte dispone la rettifica del dispositivo nei punti interessati.
- Nel procedimento di correzione di errore materiale non si provvede di regola sulle spese, trattandosi di attività meramente rettificativa del provvedimento originario.
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