Sentenza n. 1528/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti di ammissione, valutazione e graduatoria finale di una selezione comunale, nella parte in cui avevano collocato il controinteressato al primo posto e la ricorrente al secondo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato gli atti della selezione indetta dal Comune di San Giorgio Albanese per il conferimento di un incarico di lavoro autonomo, contestando l’ammissione e la valutazione del candidato risultato vincitore, al quale erano stati attribuiti punteggi per il titolo di studio e per il servizio prestato presso enti. Ha dedotto eccesso di potere per errore nei presupposti, illogicità e irragionevolezza; violazione degli artt. 3, 4, 97 e 98 Cost.; violazione degli artt. 53 e 54 del d.lgs. n. 165/2001; violazione dell’art. 2, punto g), dell’avviso pubblico; difetto di istruttoria; sviamento di potere; violazione degli artt. 22 e seguenti della l. n. 241/1990 e del principio di trasparenza. Ha chiesto l’annullamento degli atti, l’accertamento del proprio diritto a essere collocata al primo posto mediante esclusione del controinteressato, la condanna in forma specifica dell’amministrazione all’assegnazione dell’incarico e l’ostensione dei documenti richiesti con istanza di accesso. Il controinteressato si è costituito; il Comune non si è costituito. L’istanza cautelare era stata respinta con ordinanza non appellata. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla definizione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti né le domande sostanziali di annullamento, accertamento, reintegrazione e accesso. Ha rilevato che la parte ricorrente mantiene la disponibilità dell’azione sino alla fase decisoria e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione; tale dichiarazione impone al giudice di prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse, non potendo il giudice procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Le spese della fase di merito sono state compensate in ragione dell’esito e delle circostanze della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
artt. 22 e ss. l. 241/1990
Le disposizioni sull’accesso erano richiamate tra i motivi e le domande della ricorrente, ma non sono state esaminate a causa dell’improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- La parte ricorrente può disporre dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio.
- La dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse rende inutile la prosecuzione del giudizio e impone al giudice amministrativo di dichiarare l’improcedibilità del ricorso.
- In presenza di una sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dalla parte, il giudice non può procedere d’ufficio all’esame del merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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