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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26426/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza del 04/12/2023 del Tribunale di Salerno. La Corte ha rilevato due motivi decisivi: 1) l'appello di merito aveva dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione nonostante l'assenza di impugnazione da parte del Pubblico Ministero; 2) il giudice d'appello ha riformato l'assoluzione per il reato di minaccia pronunciata in primo grado mutando la valutazione sulla portata intimidatoria delle espressioni di Vaccaro, basandosi su una diversa valutazione dell'attendibilità di prove dichiarative giudicate decisive dal primo grado, senza disporre la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale obbligatoria in tali casi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i motivi del ricorso. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nella parte relativa agli effetti penali (pertanto la declaratoria di estinzione per prescrizione pronunciata in appello è stata annullata). Ha altresì annullato la sentenza nella parte relativa agli effetti civili e ha rinviato la materia al giudice civile competente per valore in grado d'appello, perché il giudice di appello ha riformato l'assoluzione senza rinnovare l'istruttoria sulle prove dichiarative ritenute decisive.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, art.23, comma 8 (convertito)

    art. 23, comma 8, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137

    Richiamato per segnalare che le parti non hanno chiesto la discussione orale ex art. 23, comma 8; contesto procedurale relativo alla trattazione in sede di Cassazione

  • Sez. 5, Sentenza n.15259 del 18/02/2020 (Menna, Rv. 279255 - 01)

    Sez. 5, Sentenza n. 15259 del 18/02/2020, Menna, Rv. 279255 - 01

    Principio di diritto secondo cui il giudice d'appello che riformi un'assoluzione di primo grado sulla base di diverso apprezzamento dell'attendibilità di una prova dichiarativa ritenuta decisiva è obbligato a rinnovare l'istruzione dibattimentale (anche d'ufficio); la mancata rinnovazione comporta annullamento e rinvio

  • principio processuale relativo all'impugnazione del Pubblico Ministero e alla declaratoria di estinzione per prescrizione

    La pronuncia di estinzione per prescrizione in sede d'appello appare illegittima quando interviene in assenza di impugnazione del Pubblico Ministero; in tale ipotesi la Corte di Cassazione può annullare la statuizione penale

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello riforma un'assoluzione basandosi su diversa valutazione dell'attendibilità di prove dichiarative ritenute decisive, deve disporre la rinnovazione dell'istruttoria (anche d'ufficio); in mancanza la decisione è annullabile in Cassazione.
  • L'assenza di impugnazione da parte del Pubblico Ministero può rendere illegittima la pronuncia d'appello che dichiari estinto il reato per prescrizione: tale statuizione può essere cassata.
  • La Cassazione può decidere separatamente sugli effetti penali e civili: è possibile annullare senza rinvio la parte penale e rinviare la parte civile al giudice competente per valore in grado d'appello.
  • Quando la decisione di merito si fonda su una diversa valutazione delle tensioni pregresse tra le parti rispetto al primo grado (incidendo sull'attribuzione di portata intimidatoria a espressioni), può rendersi necessaria nuova istruzione e acquisizione di prove per evitare errori valutativi.

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