Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39/2022 del 05/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per concorso in tentata estorsione e lesioni personali (fatti in continuazione). Deducevano errata qualificazione del fatto: a) la violenza non avrebbe mirato a un danno patrimoniale tipico e quindi non sarebbe estorsione (art. 629 c.p.) ma violenza privata consumata in concorso; b) alternativa, più mite, qualificazione come esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alla persona (art. 393 c.p.), perché gli agenti vantavano una aspettativa di ottenere la concessione onerosa; c) specificamente per Arturo, vizio di motivazione per travisamento della prova testimoniale, sostenendo che fu solo presente e cercò di separare le parti senza rafforzare il proposito criminoso del figlio.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondati i primi due motivi: ha confermato il principio che l'estorsione comprende la minaccia o violenza volta a costringere la vittima a rinunciare a una legittima aspettativa (anche una "loss of chance" relativa a una concessione), quindi la condotta integra il reato di estorsione anche se il danno patrimoniale è futuro/potenziale. Ha escluso l'applicabilità dell'art. 393 c.p. perché la "ragion fattasi" richiede la convinzione di esercitare un diritto e l'azione diretta contro la controparte titolare, non la violenza su un terzo al fine di influenzare la p.a. Inoltre ha ritenuto corretta la valutazione circa l'efficacia causale della presenza di Arturo come concorrente, essendo la compresenza idonea a rafforzare il proposito criminoso. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., per profili di colpa nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b; comma 1, lett. e; comma 3

    indica i motivi di ricorso in cassazione e la necessità di rispettare la catena devolutiva: la Corte rileva che alcune deduzioni non erano state proposte in sede di gravame, con conseguente inammissibilità

  • art. 629 cod. pen.

    la Corte conferma che il reato di estorsione comprende la violenza o minaccia volta a costringere la vittima a rinunciare a una legittima aspettativa o a una chance futura di profitto, non richiedendo necessariamente un danno patrimoniale immediato

  • art. 393 cod. pen.

    esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alla persona: la Corte esclude questa qualificazione quando manca la convinzione ragionevole di esercitare un diritto e quando la violenza è esercitata su un terzo piuttosto che sulla controparte titolare della pretesa

  • art. 616 cod. proc. pen.

    previene la condanna della parte privata che propone ricorso inammissibile al pagamento delle spese del procedimento e, in presenza di profili di colpa, al versamento a favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il reato di estorsione può essere integrato anche quando la violenza è diretta a far perdere alla vittima una "chance" o una aspettativa legittima di ottenere una concessione o un profitto futuro: non è necessario un danno patrimoniale immediato.
  • L'esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.) richiede la convinzione, anche se erronea ma ragionevole, di agire per tutelare un diritto: non si applica quando si persegue solo un interesse o aspettativa di fatto e/o quando la violenza è diretta a un terzo anziché alla controparte titolare della pretesa.
  • La presenza del complice sul luogo dell'aggressione può avere efficacia causale e rafforzare il proposito criminoso, giustificando la sua responsabilità nel concorso di reato anche se non è l'autore materiale delle lesioni.
  • Le deduzioni non proposte in sede di gravame (catena devolutiva) rischiano di essere inammissibili in Cassazione; occorre svolgere in Appello tutte le questioni che si intendono poi dedurre in Cassazione.
  • Un ricorso manifestamente infondato o presentato con profili di colpa può esporre il ricorrente a sanzioni economiche (spese processuali e somme alla Cassa delle ammende) oltre al rigetto.
  • Nella qualificazione giuridica di fatti con plurimi interessati (p.a., terzi, concessionari) è importante valutare contro chi è diretta la violenza e quale rapporto di diritto sussiste: questo influisce sulla scelta tra estorsione, violenza privata e esercizio arbitrario delle ragioni.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.