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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29381/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva la rescissione del giudicato della sentenza del Tribunale di Asti del 6 luglio 2023 (divenuta irrevocabile il 11 ottobre 2023) e la restituzione nel termine per impugnare, sostenendo di non aver avuto effettiva conoscenza del processo a suo carico per essersi allontanata dal capo nomadi dove risiedeva, per la mancanza di contatti con il difensore di fiducia (che aveva poi rinunciato al mandato) e per l'esecuzione di una misura di affidamento in prova al servizio sociale che le avrebbe impedito di allontanarsi da Torino.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e generico. Ha ritenuto che la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio, la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini e la partecipazione del difensore (anche tramite sostituto) alle prime udienze costituiscono indici di effettiva conoscenza del processo da parte della ricorrente. La successiva mancanza di contatti con il difensore è stata valutata come espressione di disinteresse e volontaria sottrazione al processo. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6

    Richiamato il principio secondo cui l'ignoranza incolpevole rilevante ai sensi dell'art. 6 CEDU è esclusa quando l'imputato, tramite atti processuali (es. elezione di domicilio, nomina di difensore), sia venuto a conoscenza del procedimento: in tali casi grava sull'imputato l'onere di mantenere i contatti col difensore.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. 4, n. 13236 del 23/03/2022, Piunti, Rv. 283019; Sez. 2, n. 34041 del 20/11/2020, Kebaili, Rv. 280305

    Richiamati precedenti secondo cui la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio, seguita poi dalla sua rinuncia, è indice di effettiva conoscenza del processo e giustifica l'esclusione dell'ignoranza incolpevole, salvo allegazione di fatti che provino il contrario.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio fa sorgere, come regola, una presunzione di effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato.
  • Ricevere notifiche processuali importanti (es. avviso di conclusione indagini) e la partecipazione del difensore alle udienze rafforzano l'indice di conoscenza e impongono all'imputato l'onere di mantenere i contatti con il difensore.
  • La semplice affermazione di non aver avuto contatti con il difensore, senza allegare fatti concreti e non dipendenti da colpa terza, è insufficiente a dimostrare l'ignoranza incolpevole richiesta per la rescissione del giudicato.
  • L'ignoranza incolpevole ai sensi dell'art. 6 CEDU è esclusa quando l'imputato abbia compiuto atti che dimostrino consapevolezza del procedimento; in tali casi la mancata partecipazione può essere valutata come disinteresse o sottrazione volontaria.
  • Per ottenere la rescissione del giudicato occorre allegare circostanze di fatto precise che dimostrino l'effettiva impossibilità di conoscere lo svolgimento del processo e che tale mancata conoscenza non dipendesse da colpa dell'imputato.

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