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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29369/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lamentata carenza di legittimazione a proporre querela da parte del direttore del supermercato: il ricorrente ha dedotto che non era stata provata l'effettiva titolarità del potere di rappresentanza del direttore per conto della società proprietaria dell'esercizio, e che la mera qualifica di "responsabile del settore commerciale" non sarebbe sufficiente per manifestare la volontà di querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, secondo consolidata giurisprudenza, la protezione penale del bene giuridico nel delitto di furto riguarda anche il mero possesso o qualsiasi relazione di fatto con la cosa; pertanto il direttore del supermercato, titolare di una posizione di detenzione/controllo sulla merce esposta, è legittimato a proporre querela anche senza formale potere di rappresentanza. Di conseguenza il verdetto di condanna confermato in appello è stato mantenuto, il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Il delitto di furto tutela non soltanto il diritto di proprietà, ma anche il possesso e rapporti di fatto sulla cosa; il titolare della detenzione/possesso può essere considerato persona offesa e proporre querela.

  • art. 56 cod. pen.

    Riguarda il tentativo: nel caso di reato contestato era richiamata l'ipotesi di tentativo di furto insieme all'art. 624, ma la decisione sulla legittimazione si basa sulla qualità di possesso/detenzione.

  • Sez. U, n. 40354 del 18/07/2013 (Sciuscio)

    Precisazione delle Sezioni Unite che il bene giuridico protetto dal delitto di furto include il mero possesso; da ciò deriva che anche chi ha solo una relazione di fatto può essere persona offesa e proporre querela.

  • Sez. 6, n. 1037 del 15/06/2012 (Vignoli)

    Riconosciuta la legittimazione a proporre querela al responsabile di un esercizio commerciale per furto della merce esposta, anche se privo di specifici poteri di rappresentanza.

  • Altri precedenti richiamati (Lafleur, Piricò, Mocanu, Pisano, Cacciari)

    Sez. 5, n. 3736 del 04/12/2018; Sez. 5, n. 11968 del 30/01/2018; Sez. 5, n. 55025 del 26/09/2016; Sez. 4, n. 8094 del 29/01/2014; Sez. 4, n. 41592 del 16/11/2010

    Costante giurisprudenza che riconosce la legittimazione a proporre querela a soggetti che detengono o controllano beni (capo reparto, responsabile sicurezza, custode, direttore) anche in assenza di formale rappresentanza.

Massime di principio

  • La qualifica di direttore o responsabile di un esercizio commerciale che esercita effettivo controllo o detenzione sulla merce è in genere sufficiente a fondare la legittimazione a proporre querela per furto; non è necessario provare un formale potere di rappresentanza conferito dal proprietario.
  • In materia di furto, il bene tutelato include il mero possesso e rapporti di fatto: chi esercita un potere di fatto sulla cosa può essere considerato persona offesa.
  • La strategia difensiva volta a impugnare la querela per carenza di rappresentanza formale dovrà invece mirare a dimostrare l'assenza di qualsiasi posizione di detenzione/controllo sulla merce (es. estraneità al rapporto di gestione, mancanza di poteri o compiti concreti di custodia), non semplicemente l'assenza di una delega formale.
  • La Corte di Cassazione tende a rigettare i ricorsi che si limitano a censurare la motivazione senza contestare fattualmente lo stato di detenzione/controllo accertato in atti.
  • Quando si agisce in prevenzione (es. querela per conto della società), è consigliabile documentare nei verbali amministrativi o negli atti interni la titolarità di funzioni di gestione e controllo della merce per evitare contestazioni sulla legittimazione.

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