Sentenza n. 1748/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 5012/2024 emessa in data 12 novembre 2024 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, nella misura di euro 500 per ciascuno degli anni scolastici 2021-2022 e 2022-2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, docente a tempo determinato negli anni scolastici 2021-2022 e 2022-2023, ha promosso giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza n. 5012/2024 del Tribunale di Milano. Tale sentenza, passata in giudicato e notificata al Ministero il 14 novembre 2024, aveva accertato il diritto della docente a beneficiare della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione, per euro 500 relativamente a ciascun anno scolastico, condannando l'Amministrazione a provvedere. La ricorrente ha lamentato la mancata spontanea esecuzione della pronuncia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva contestato né il mancato adempimento né il passaggio in giudicato e la notificazione della sentenza. Ha ritenuto pertanto integrate le condizioni per il giudizio di ottemperanza previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per il caso di ulteriore inerzia, il TAR ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, precisando che questi assumerà le funzioni solo su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e dovrà provvedere nei successivi centoventi giorni, determinando l'importo dovuto e adottando gli atti necessari, direttamente o tramite funzionario delegato. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.000 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
beneficio economico di euro 500 per ciascuno dei suddetti anni scolastici, mediante l’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto alla docente dalla sentenza del giudice ordinario posta in esecuzione.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è ammissibile per l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
La disposizione è richiamata quale ulteriore condizione applicabile per l'esecuzione nei confronti dell'Amministrazione di una pronuncia del giudice ordinario.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e notificata, recante un obbligo di provvedere a favore del creditore.
- L'accertata inerzia dell'Amministrazione rispetto a una pronuncia esecutiva consente al giudice amministrativo di ordinare l'adempimento entro un termine determinato e di nominare contestualmente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inottemperanza.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un organo o dirigente pubblico le cui funzioni istituzionali risultino compatibili con l'attività esecutiva demandata; quando tale attività rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto uno specifico compenso.
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